Adolescenti insonni? La migliore medicina è il movimento

Lo studio

Adolescenti insonni? La migliore medicina è il movimento

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Gli adolescenti avrebbero bisogno di 8-10 ore di sonno a notte, ma il 73 per cento di loro non supera le 7
di redazione

Che l’attività fisica migliori la qualità del sonno è risaputo. Quel che non era finora emerso è che l’effetto è immediato: il giorno in cui ci si muove di più, la notte si dorme meglio e più a lungo. Lo hanno dimostrato i ricercatori dell Penn State University che, in uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports, hanno osservato l’impatto del movimento sulla categoria di persone più insonni che esista: gli adolescenti. Trovare un teenager che arrivi a dormire 8 ore di seguito come consigliato dai medici è un’impresa ardua. Ma, anche se molto diffusa a quell’età, la mancanza di sonno non è affatto naturale e indolore. 

L’insonnia ha ripercussioni sulla salute, sull’andamento scolastico, sull’umore e sulle abitudini alimentari 

Eppure c’è un modo semplice ed efficace per assicurare ai ragazzi la quantità di riposo di cui il loro organismo avrebbe bisogno. I ricercatori hanno raccolto i dati di 417 partecipanti di 15 anni provenienti da 20 città degli Stati Uniti che avevano indossato per una settimana due dispositivi indossabili per monitorare i movimenti e la durata del sonno. Il primo posizionato intorno ai fianchi monitorava l’attività fisica durante il giorno, il secondo intorno al polso registrava la durata e la qualità del sonno tenendo conto dei movimenti compiuti a letto. 

Combinando le informazioni raccolte dai due wearable device è emerso che ogni ora di attività fisica in più si traduceva direttamente in 10 minuti in più di sonno durante la notte successiva. Non solo: il giorno in cui i ragazzi si muovevano di più andavano a dormire 18 minuti prima e il loro sonno era più costante, meno disturbato.

Al contrario, a una giornata particolarmente sedentaria faceva seguito una notte di sonno scarso e interrotto. Lo studio pubblicato su Scientific Reports fornisce nuove conoscenze sulla stretta relazione tra attività fisica e sonno. 

«Quando ci si muove di più, in sostanza, si va a dormire prima, si dorme più a lungo e si dorme meglio. Mentre se si passa molto tempo fermi, ne risente la salute del sonno: la sua durata e qualità si riducono», ha detto Orfeu Buxton della Penn State, tra gli autori dello studio. 

Gli adolescenti avrebbero bisogno di 8-10 ore di sonno a notte, ma il 73 per cento di loro non supera le 7. Ora sappiamo che il movimento funziona proprio come una medicina per dormire meglio: l’attività fisica ha infatti un effetto immediato sul sonno, il movimento in più effettuato durante il giorno rende il sonno della notte stessa più ristoratore. 

«Siamo stati in grado di dimostrare che gli effetti benefici dell'esercizio fisico e del sonno vanno insieme, e che i comportamenti a rischio per la salute come la sedentarietà influenzano il sonno della stessa notte successiva. Quindi, se possiamo incoraggiare le persone a intraprendere una maggiore attività fisica migliorando la qualità del sonno potremmo migliorare la loro salute nel tempo», ha concluso Buxton. 

I ricercatori hanno intenzione di tornare a monitorare i partecipanti una volta diventati adulti. Il follow up dello studio potrebbe servire a scoprire come evolve nel tempo la relazione tra sonno e attività fisica.