Alleviare il dolore cronico grazie alla mindfulness

La review

Alleviare il dolore cronico grazie alla mindfulness

La particolare forma di meditazione tanto in voga negli ultimi anni si è rivelata effettivamente in grado di alleviare il dolore cronico. Almeno quanto la terapia cognitivo-comportamentale

di redazione

Immergersi nel “qui e ora”, rivolgere l’attenzione al presente, sospendere il giudizio. Non è una tecnica di rilassamento, somiglia a una forma di meditazione basata sull’intenzione, ma la parola “consapevolezza” non le dà giustizia. Definire la mindfulness è un’impresa: è molto più efficace sperimentarla. Così hanno fatto 2000 persone affette da dolore cronico di natura muscolo-scheletrica che hanno partecipato a 21 trial clinici progettati con lo scopo di valutare il potere analgesico della mindfulness. I risultati sono stati analizzati in una review pubblicata sulla rivista Evidence Based Mental Health e spezzano una lancia in favore della mindfulness: la particolare forma di meditazione tanto in voga negli ultimi anni si è rivelata effettivamente in grado di alleviare il dolore cronico. 

«Il dolore cronico colpisce un adulto su cinque e può avere un impatto devastante su ogni aspetto del benessere di una persona. L'intervento psicologico prevalente per il dolore cronico è la terapia cognitivo-comportamentale che mira ad aumentare la flessibilità dei pensieri e dei comportamenti per rispondere in modo più adattivo alle sfide», scrivono i ricercatori. 

Più recentemente accanto alla terapia psicologica si è diffuso anche il metodo “mindfulness-based stress reduction” (letteralemente: riduzione dello stress mediante la consapevolezza) con risultati promettenti. 

«I principi cardine della mindfulness comprendono: aumentare la consapevolezza del proprio corpo, delle emozioni, delle sensazioni, dei pensieri e apprendere strategie di autoregolazione e risposte più adattive allo stress», scrivono gli autori della review. 

I ricercatori hanno voluto mettere a confronto i due approcci per individuare quello più efficace. Ma hanno dovuto per ora registrare un pareggio: dall’analisi infatti è emerso che non ci sono sostanziali differenze tra le due strategie. Entrambe hanno dimostrato di poter migliorare la funzionalità fisica e ridurre il dolore, migliorando anche i sintomi della depressione. 

«Mentre la terapia cognitivo-comportamentale è considerata l'intervento psicologico preferito, non tutti i pazienti con sperimentano una risposta al trattamento clinicamente significativa. Sebbene siano stati proposti alcuni interventi per migliorare la terapia cognitivo-comportamentale per i pazienti con dolore cronico, si potrebbe pensare di offrire in aggiunta un percorso di mindfulness perché promette di migliorare i sintomi dolore e ridurre l’impatto del dolore sulla qualità di vita e il disagio psicologico», scrivono gli autori. 

Per l’esiguità degli studi analizzato, il verdetto sul potre analgesico della mindfulness non può essere definitivo. 

«Sono necessarie ulteriori ricerche più rigorose per mettere a confronto  direttamente la terapia psicologica e la mindfulness e che includano maggiori informazioni sulle caratteristiche del paziente, sulla formazione del terapeuta e sull'aderenza al trattamento», ammettono gli autori nelle conclusioni.