Attenzione ai cibi senza sale, sono pieni di potassio

Dalla padella alla brace

Attenzione ai cibi senza sale, sono pieni di potassio

Gli additivi usati per insaporire i cibi iposodici sono ugualmente pericolosi
redazione

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Uno studio canadese ha dimostrato che le confezioni di carne a basso contenuto di sodio dei supermercati sono piene di potassio. Così chi soffre di malattie renali croniche rischia di incorrere in un secondo danno alla salute

Evitare di mangiare cibi salati. Il consiglio vale per tutti ma ancora di più per chi soffre di ipertensione e per le persone con una malattia renale cronica. Ma scegliere cibi a basso contenuto di sodio, paradossalmente, potrebbe non essere una buona idea. Sì, perché secondo uno studio canadese pubblicato sul Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics, le confezioni di pollo e di carne del supermercato che esibiscono etichette “sodium free”, “low sodium”, “no salt” ecc… hanno un contenuto di potassio del 44 per cento superiore a quello dei cibi tradizionali. E il potassio è nemico giurato dei reni tanto quanto il sale. 

I ricercatori hanno messo a confronto la composizione di 19 prodotti normali a base di pollo e di altri tipi di carne con 19 alimenti pubblicizzati come “cibi a basso contenuto di sodio” provenienti dagli scaffali delle principali catene di supermercati del Canada. Per essere considerato “sodium-reduced”, il cibo dietetico deve contenere il 25 per cento in meno di sale rispetto alla versione non dietetica. 

Gli scienziati hanno trovato che, di media, i prodotti a basso contenuto di sodio andavano anche oltre le aspettative, con una riduzione del sale del 38 per cento. Ma, in compenso, contenevano 184 milligrammi in più di potassio rispetto all’equivalente “salato”.  Così i cibi poco salati rischiano di arrivare a livelli di potassio tra i 210 e i 1500 milligrammi per 100 grammi. 

Una quantità troppo elevata, se si pensa che una porzione da 200 milligrammi viene considerata ad alto contenuto di potassio e perciò sconsigliata a chi soffre di malattie renali.

«Di media, la quantità di potassio in eccesso nel pollo e nella carne a basso contenuto di sale - ha dichiarato Pauline Darling dell’Università di Ottawa - era equivalente a una porzione in più di cibo ad alto contenuto di potassio».

L’aggiunta di potassio è stata trovata nel 63 per cento degli alimenti iposodici e solamente nel 26 per cento dei cibi tradizionali ed è dovuta alla presenza di additivi usati dai produttori per rendere più saporiti gli alimenti sciapi. Così, nel tentativo di ridurre il sale, i consumatori potrebbero finire, per ironia della sorte, dalla padella alla brace e ritrovarsi con un nuovo danno alla salute del tutto imprevisto.

«Il contenuto di potassio - scrivono i ricercatori - andrebbe indicato nelle etichette alimentari dei prodotti a basso contenuto di sale, in modo tale che i consumatori possano fare scelte più accurate sulla loro dieta».  Ai pazienti con malattia renale cronica i ricercatori consigliano, comunque, di acquistare cibi freschi senza additivi.