Casa, chiesa, bar, palestra. I luoghi frequentati incidono sulla personalità

Il legame

Casa, chiesa, bar, palestra. I luoghi frequentati incidono sulla personalità

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La frequentazione di spazi pubblici socialmente vivaci rende le persone aperte di mente, estroverse, gentili e meno ansiose in confronto a chi passa molto tempo chiuso in casa. 
di redazione

Dimmi come hai vissuto la quarantena e ti dirò chi sei. Non è particolarmente difficile: in linea di massima, come era prevedibile, le persone introverse hanno accettato il confinamento domestico più facilmente delle persone estroverse. 

Ma questa considerazione, all’apparenza scontata, nasconde una profonda e finora poco indagata interazione tra personalità e ambiente che è stata analizzata da un gruppo di ricercatori della Stanford University e descritta nei dettagli sulle pagine del Journal of Personality and Social Psychology

Il primo risultato emerso dallo studio è che la relazione tra i tratti caratteristici della personalità e i luoghi frequentati è biunivoca. Persone e ambiente si influenzano a vicenda. Persone differenti sono attratte da luoghi differenti, ma è anche vero che luoghi differenti hanno differenti effetti sulla personalità di chi li frequenta. 

Il che significa, in sostanza, che esiste la possibilità di modificare alcuni tratti della personalità semplicemente scegliendo di passare più tempo nel posto giusto. Non stiamo parlando solo di momentanei cambiamenti dell’umore o dello stato d’animo, ma di un “restyling” profondo della personalità. Cambiare ambiente potrebbe farci diventare persone differenti. 

Per esempio, la frequentazione di spazi pubblici socialmente vivaci rende le persone aperte di mente, estroverse, gentili e meno ansiose in confronto a chi passa molto tempo chiuso in casa. 

Se durante la quarantena o nel periodo di smartworking si è meno cerativi e più nervosi, potrebbe dipendere dalla mancata “boccata d’aria” rigenerante assicurata dalle esperienze quotidiane al di fuori dalle mura domestiche. 

Lo studio si è basato  sui dati di 2.350 studenti universitari residenti negli Sati Uniti. I partecipanti sono stati sottoposti ai tradizionali test della personalità per individuare in quale dei cinque principali tipi di personalità rientrassero.

Secondo la teoria dei “Big Five”, i tratti del carattere possono essere suddivisi in cinque grandi macrocategorie: estroversione, amicalità, coscienziosità, stabilità emotiva, apertura mentale. 

Le informazioni sulla personalità dei partecipanti sono state poi integrate con quelle sui luoghi da loro frequentati. Ai volontari è stato anche chiesto di descrivere il loro stato d’animo associato ai diversi ambienti. 

I ricercatori hanno individuato 10 tipi diversi di luoghi tra i più ricorrenti nelle risposte, tra cui la casa, l’ufficio, la biblioteca, il bar, il ristorante, il campus universitario, l’associazione, la casa di amici, la palestra, il luogo di culto, il negozio o il supermercato, il mezzo di locomozione (macchina, autobus ecc…). 

Incrociando i dati è emerso che individui con determinati tratti di personalità sono attratti da luoghi specifici e che ambienti diversi possono incidere in maniera differente sulla personalità. 

Per esempio, le persone maggiormente estroverse passano più tempo in luoghi pubblici in confronto alle persone introverse. Ma è anche vero che le persone introverse possono diventare più socievoli provando a “gettarsi nella mischia”. 

Questa scoperta, suggeriscono i ricercatori, potrebbe anche aiutare a spiegare perché alcune persone hanno sopportato meglio di altre l’isolamento dettato dall’emergenza sanitaria.

«Ad esempio, i nostri risultati mostrano che le persone estroverse tendono a frequentare più luoghi rispetto alle persone introverse. Ciò suggerisce che le persone estroverse potrebbero avere difficoltà a gestire i provvedimenti restrittivi che impongono di restare a casa, perché desiderano interagire con altre persone e trascorrere il loro tempo in luoghi pubblici dove avviene la socializzazione», ha dichiarato Sandra Matz, tra gli autori dello studio. 

I ricercatori sperano che i loro risultati possano essere di aiuto per migliorare il benessere psicologico delle persone. In fondo la soluzione è a portata di mano: per stare meglio potrebbe bastare cambiare ambiente. 

«Ad esempio, se una persona si sente ansiosa e soggetta a sbalzi d’umore stando a casa, potrebbe trarre beneficio dal trascorrere un po’ di tempo in un ambiente socialmente attivo o pubblico come la casa di un amico, un bar, una palestra o un'istituzione religiosa», scrivono in conclusione i ricercatori.