Corri per un’ora? Ne guadagni sette di vita

Lo studio

Corri per un’ora? Ne guadagni sette di vita

I runner vivono 3 anni in più. Nessun altro sport promette tanto
redazione

La corsa, punto. Non c’è nessun altro sport capace di allungare la vita tanto quanto il running. E non parliamo di chilometraggi da maratona, ma di un giretto al parco ogni tanto, anche a ritmo lento. Così, senza neanche dover faticare troppo, i runner guadagnano tre anni di vita in più rispetto a chi non corre. Vale anche per chi fuma o è in sovrappeso. 

A consegnare scettro e corona a quella che oramai è la regina indiscussa di tutte le attività fisiche è un nuovo studio , pubblicato su Progress in Cardiovascular Diseases, spudoratamente intitolato “Running as a Key Lifestyle Medicine for Longevity”. Più chiaro di così.  Per i ricercatori non si è trattato di una novità inaspettata. Già tre anni fa un’altra un’indagine  sul rapporto tra sport e longevità pubblicata sul Journal of the American College of Cardiology  aveva dimostrato che una corsetta di 5, 10 minuti al giorno ad una velocità inferiore ai 9 chilometri orari è associata a una notevole riduzione del rischio di morte prematura per tutte le cause, dalle malattie cardiovascolari al cancro. 

Ma Duck-chul Lee, dell’Iowa State University coautore del nuovo studio,  e i suoi colleghi non si sono fermati a quei risultati. Hanno scrupolosamente analizzato molte altre ricerche su larga scala dedicate al legame tra sport e longevità. 

Scoprendo, studio dopo studio, nuove conferme alle precedenti conclusioni. Alla fine non restava che fare qualche calcolo: quanti anni si guadagnano correndo? 

I runner riducono il rischio di morte prematura del 25-40 per cento, il che si traduce in 3 anni di vita in più rispetto a chi non  corre. A beneficiare dei vantaggi della corsa sono anche i corridori meno salutisti, quelli che fumano, consumano alcol, hanno qualche chilo di troppo o soffrono di ipertensione. 

Dati alla mano, i ricercatori azzardano una previsione: se tutti i partecipanti agli studi analizzati che non hanno mai corso nella loro vita si fossero trasformati in runner il numero di morti per cause generiche sarebbe diminuito del 16 per cento, quello per attacchi di cuore del 25 per cento. 

Insomma, concludono i ricercatori, le ore passate correndo sono ben spese. Anzi, in confronto a tutti gli altri sport è l’investimento migliore sul mercato: un’ora di corsa si traduce in 7 ore di vita in più. Ma, avvertono i ricercatori, è inutile emulare Forrest Gump. Il bonus non è infinito, oltre i 3 anni non si può andare. 

Lo scenario tipico potrebbe essere il seguente: l’aspettativa di vita di un runner dalle performance comuni, né maratoneta, né finto sportivo, che accumula in 40 anni sei mesi di corsa aumenta di 3,2 anni.

Buone notizie anche per gli irriducibili: aggiungere chilometri agli allenamenti non sembrerebbe essere controproducente. Comunque è bene sapere che i vantaggi sulla longevità aumentano fino a raggiungere un livello massimo intorno alle quattro ore di corsa a settimana. Il che vuol dire che andando oltre non si diventa più longevi, mentre mantenendosi al di sotto di quel ritmo, come si è già detto, i vantaggi restano.  Perché la corsa batte il ciclismo, il nuoto e gli altri sport? Le ragioni non sono ancora chiare. Probabilmente, dicono i ricercatori, correndo si fa esercizio aeorobico che è una delle armi più potenti contro molti fattori di rischio di morte prematura compresa la pressione alta e il grasso in eccesso soprattutto intorno alla vita.