Un cucchiaio di olio in più e le sostanze benefiche delle verdure si assorbono meglio

Salute a tavola

Un cucchiaio di olio in più e le sostanze benefiche delle verdure si assorbono meglio

Il condimento aumenta l’assorbimento dei principi nutritivi. L’insalata scondita è meno salutare
redazione

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L’aggiunta di olio aumenta l’assorbimento di alfa carotene, beta carotene, luteina, licopene, vitamina E, vitamina K e vitamina A

Il consiglio della saggia Mary Poppins resta valido, ma al celebre motto “basta un poco di zucchero e la pillola va giù” se ne deve aggiungere un altro: basta un poco di olio e le verdure diventano ancora più salutari. Sì, perché secondo un recente studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition, condire il piatto di insalata, di zucchine o di broccoli con olio aumenta la capacità dell’organismo di assorbire i principi nutritivi degli alimenti. Al contrario, mangiare le verdure scondite ne riduce l’efficacia.

E così Wendy White, professoressa di scienze dell’alimentazione e nutrizione dell’Iowa State University che ha guidato lo studio, libera dal senso di colpa tutti i trasgressori delle diete che regolarmente superano le micro-dosi di condimento previste nel regime dimagrante. Anche perché dalle sue ricerche emerge che più olio si mette e meglio è, ossia a ogni cucchiaio in più aumenta l’assorbimento delle proprietà nutritive. «Per dare un’idea - dice White - possiamo dire che raddoppiare la quantità di condimento significa raddoppiare l’assorbimento dei nutrienti». 

Lo studio indica nel dettaglio quali sono i nutrienti in questione. L’aggiunta di olio aumenta l’assorbimento di 8 diversi principi nutritivi: i quattro carotenoidi (alfa carotene, beta carotene, luteina e licopene), le due  forme di vitamina E, la vitamina K e la vitamina A che si forma nell’intestino dall’alfa e beta carotene. 

Il maggiore assorbimento di questi nutrienti si traduce in concreti vantaggi per la salute. In particolare, le verdure contribuiscono a prevenire alcune forme di cancro e a proteggere la vista. 

White e i colleghi hanno coinvolto nelle loro ricerche 12 donne in età universitaria che consumavano insalata ognuna aggiungendo quantità differenti di olio di semi di soia. I valori delle analisi del sangue delle ragazze hanno fornito informazioni preziose: l’assorbimento maggiore di nutrienti avveniva in corrispondenza del condimento più sostanzioso, pari a 32 grammi di olio, equivalente grosso modo a due cucchiai da tavola. 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda il consumo quotidiano di 2- 3 porzioni di verdura (ogni porzione corrisponde a 50 grammi di insalata, oppure 250 grammi di verdura cotta, pesata a crudo). Ma negli Stati Uniti solamente il 9 per cento della popolazione segue le indicazioni delle linee guida internazionali. Privandosi, in questo modo, di una efficace arma di prevenzione per le malattie cardiovascolari e il cancro. Gli antiossidanti contenuti nelle verdure, infatti,  contrastano l’ossidazione del colesterolo nelle arterie diminuendo così il rischio di formazione di placche aterosclerotiche e hanno un ruolo protettivo nei confronti del tumore del colon-retto. 

Lo studio di White e colleghi, è bene precisarlo, non dà il via libera a inzuppare le verdure nell’olio, ma è un invito a non limitare troppo il ricorso all’oliera:  due cucchiai da tavola di condimento al giorno sono la dose giusta per consentire all’organismo di sfruttare al massimo i benefici degli ortaggi.