Dimagrire e vivere più a lungo con la dieta delle proteine vegetali

Il consiglio

Dimagrire e vivere più a lungo con la dieta delle proteine vegetali

Sostituendo le proteine animali con quelle vegetali si guadagnano anni di vita in più e si perdono chili sulla bilancia. È facile: lenticchie, legumi e noci al posto di hamburger e insaccati, senza dover diventare vegetariani. Anche l’ambiente ringrazia

di redazione

La mossa vincente per dimagrire e vivere più a lungo va fatta in cucina: sostituire le proteine animali con quelle vegetali, lenticchie al posto dell’hamburger. Gli effetti positivi si osservano sul cuore e sulla bilancia. 

Lo dimostra uno studio giapponese condotto su 71mila persone di tra  i 45 e i 74 anni di età in buone condizioni di salute monitorati per circa 20 anni e divisi in gruppi a seconda del tipo e della quantità di proteine consumate. I risultati, pubblicati su Jama Internal Medicine sono un invito a cambiare i piatti in tavola: in confronto a chi consuma quantità minime di proteine vegetali, chi abbonda in legumi, noci e soia riduce del 13 per cento il rischio di mortalità prematura e del 16 per cento le probabilità di morire per cause cardiovascolari. 

Nel corso dello studio sono stati registrati 12.381 decessi per diverse cause: 5mila per cancro, 3mila per malattie cardiovascolari, 1.500 per malattie cardiache e 1.200 per malattie cerbro-vascolari. Mettendo a confronto questi dati con le abitudini alimentari dei partecipanti, raccolte attraverso questionari sul consumo di determinati cibi, è emerso che la strategica sostituzione delle proteine ha fatto la differenza. Non serve una rivoluzione. 

Le persone che hanno sostituito appena il 3 per cento della carne rossa con le proteine vegetali avevano il 34 per cento in meno di probabilità di morire ante tempus per ogni causa, il 39 per cento in meno di morire per cancro e il 42 per cento in meno di morire per malattia cardiaca. 

Per ottenere risultati ancora migliori basta un piccolo sforzo in più: sostituendo il 4 per cento di carne processata con proteine vegetali si riduce infatti del 46 per cento la probabilità di morire per qualunque causa e del 50 per cento il rischio di soccombere a un tumore. I primi segnali dei benefici della dieta a base di proteine vegetale si notano nelle analisi del sangue.

«Quando le persone consumano una quantità maggiore di cibi a base di proteine vegetali come noci, soia e lenticchie si osserva un significativo miglioramento di fattori di rischio cardiovascolare come i livelli di lipidi nel sangue, la pressione sanguigna e il peso corporeo. Vale la pena sottolineare che questi cibi non contengono solo proteine ma anche altri nutrienti benefici come grassi salutari, vitamine antiossidanti, minerali e composti fitochimici», ha spiegato Frank Hu, a capo del dipartimento di nutrizione della Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston.

Lo studio giapponese non stupisce più di tanto. Che la carne rossa, soprattutto quella lavorata, non sia un toccasana è un fatto ben documentato. La novità consiste nell’aver dimostrato su un campione piuttosto ampio gli effetti positivi a lungo termine del passaggio a una dieta ricca di proteine vegetali. I ricercatori però non si spingono oltre. Non è necessario diventare vegetariani per allungare la vita: «Il messaggio da portarsi a casa è che per vivere più a lungo bisognerebbe sostituire la carne rossa e processata con proteine di provenienza vegetale, come noci, fagioli, lenticchie e cereali integrali. Questo modello di dieta non porta benefici solo alle persone ma è anche più sostenibile per l’ambiente», afferma in conclusione Hu.