Dipendenza da smartphone e videogiochi: non importa quanto si usano ma come si usano

Lo studio

Dipendenza da smartphone e videogiochi: non importa quanto si usano ma come si usano

Genitori cominciate a preccuparvi solo se vostro figlio ha perso interesse per tutto il resto
redazione

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Ciò che conta più di tutto, secondo i ricercatori, è se l'uso dei dispositivi causa problemi in altri ambiti della propria vita o se è diventato un'attività che assorbe ogni interesse.

Quanto tempo lasciare i figli davanti a uno schermo? È la domanda che si pongono tutti i genitori, ma è quella sbagliata. L'elemento chiave per decidere se tablet, smartphone o playstation vadano tolti dalle mani dei bambini o dei ragazzi non è "quanto" ma "come" vengono usati.

A sostenerlo sono gli scienziati dell'Università del Michigan autori di uno studio su Psychology of Popular Media Culture che mette in discussione i convenzionali criteri per giudicare un'attività salutare o meno. Finora, dicono i ricercatori, per stabilire cosa è normale e cosa no ci si è concentrati sulla durata delle attività di fronte allo schermo. Ma il numero delle ore non è così rilevante. «Ciò che conta più di tutto - spiegano i ricercatori - è se l'uso dei dispositivi causa problemi in altri ambiti della propria vita o se è diventato un'attività che assorbe ogni interesse».

Come accorgersene? Ecco i segnali di allarme secondo i ricercatori: il tempo passato davanti allo schermo interferisce con le attività quotidiane, crea conflitti all'interno della famiglia o è l'unica attività che rende il ragazzo felice. 

In questi casi, e solo in questi, le preoccupazioni dei genitori sono giustificate. Chi utilizza i dispositivi in questo modo solitamente ha difficoltà relazionali di condotta ed è emotivamente fragile. I ricercatori però non sono pronti a lanciare accuse contro i videogiochi: non si può sapere infatti se i comportamenti "atipici" siano la conseguenza oppure la causa dell'immersione nel mondo virtuale. Va ricordato che la dipendenza da videogioco non è ancora ufficialmente un disturbo mentale e che è ancora entrata a far parte del DsmV. Tuttavia, l'American Psychiatric Association ha stabilito 9 criteri utili per la diagnosi di una eventuale dipendenza: 

1) Preoccupazione e ossessione per i giochi 

2) Sintomi da astinenza quando non si gioca 

3) La soglia del bisogno aumenta: è necessario dedicare più tempo a giocare.

4) La persona ha cercato di evitare o rallentare il gioco ma non è riuscita a farlo

5) La persona ha perso interesse in altre attività della vita, come gli hobby

6) La persona ha continuato a giocare nonostante la consapevolezza dell'impatto del gioco sulla sua vita

7) La persona mente agli altri sulla sua attività

8) La persona usa il videogioco come sollievo dall'ansia o dal senso di colpa.. È una via di fuga

9) La persona ha perso o ha messo a rischio le relazioni personali a causa dei videogiochi