Dormire poco fa ingrassare. E ora sappiamo perché

L’avvertimento

Dormire poco fa ingrassare. E ora sappiamo perché

Chi dorme poco mangia di più e preferisce cibi più calorici. Colpa degli ormoni della fame che diventano più attivi. Ma la mancanza di sonno interferisce anche con la sensibilità all’insulina, la flora batterica intestinale e gli endocannabinoidi. Con risultati ben visibili sulla bilancia
redazione

Occhiaie, colorito spento, sbadigli, stanchezza, nervosismo e così via. Ma nella lista delle conseguenze delle notti insonni vanno aggiunti anche i centimetri in più del girovita. Dormire poco e male, infatti, fa ingrassare. E un gruppo di ricercatori dell’Università di Uppsala in Svezia ha cercato di capire perché. I risultati del loro studo sono stati presentati all’European Congress of Endocrinology di Lisbona (20-23 maggio).  

Perché quando le ore di sonno diminuiscono i chili sulla bilancia aumentano? Di ipotesi ne sono state fatte tante: la mancanza di sonno potrebbe provocare cambiamenti nell’appetito, nel metabolisomo, nell’umore, oppure, come è facile immaginare, togliere la voglia di fare attività fisica. Potrebbe trattarsi anche di una combinazione di tutti questi fattori.

Christian Benedict dell’Università di Uppsala e i suoi colleghi hanno voluto saperne di più. Così hanno osservato da vicino le persone che abitualmente dedicano poche ore al sonno monitorandone i cambiamenti del comportamento e del fisico. I ricercatori hanno raccolto informazioni su due fronti: il nuovo rapporto con il cibo e le risposte biochimiche all’alimentazione successive a periodi di deprivazione del sonno. 

Scoprendo che gli adulti con un metabolismo sano, ma abituati a dormire poco, preferiscono pasti dalle porzioni abbondanti e particolarmente calorici, sono più inclini ad attacchi di voracità, ricevono dal cibo maggiore piacere e consumano meno energia. 

Passando alle conseguenze sul fisico, i ricercatori hanno notato che la mancanza di sonno manda in tilt l’equilibrio ormonale invertendo il corretto bilanciamento tra gli ormoni deputati alla sensazione di sazietà, come il Glp-1 e quelli responsabili della fame, come la grelina. Quando si dorme poco i secondi prendono il sopravvento sui primi, si mangia di più e l’ago della bilancia sale. Ma non finisce qui. La privazione del sonno aumenta anche i livelli di endocannabinoidi che sono ben noti per i loro effetti sull’appetito, altera la flora intestinale, da tempo ritenuta cruciale per il corretto funzionamento del metabolismo, e, infine, riduce la sensibilità insulinica.

«Visto che i disturbi del sonno sono una caratteristica così comune nella vita moderna - dice Christian Benedict - il nostro studio avverte che non dobbiamo sorprenderci se anche i disturbi metabolici come l’obesità sono in crescita». 

Il rapporto tra le ore di sonno e i chili di troppo è però stato chiarito solo in parte. I ricercatori sono già impegnati in nuovi studi per valutare gli effetti più a lungo termine delle notti in  bianco e soprattutto per scoprire se il loro impatto negativo sul metabolismo è reversibile. Basta dormire di più per recuperare la forma fisica di un tempo?

«Il nostro studio suggerisce che la perdita di sonno favorisce un aumento del peso - sostiene Benedict - Si potrebbe anche concludere che migliorare il sonno possa essere un intervento efficace sullo stile di vita per prevenire il rischio di ingrassare in futuro». 

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