Il dramma di non vedersi rinnovata la patente. Così gli anziani rischiano l'isolamento

Lo studio

Il dramma di non vedersi rinnovata la patente. Così gli anziani rischiano l'isolamento

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Che si usi per andare a fare la spesa, per far visita a un amico o ad un parente, o per uscire dalla città durante il week-end, la macchina consente di restare in contatto con il mondo
di redazione

È molto più di un mezzo di locomozione: se per i giovani è il simbolo dell’emancipazione, per gli anziani lo è dell’indipendenza. Ebbene sì, l’automobile può fare la differenza nella vita delle persone in là con gli anni. Tanto che secondo uno studio dell’Università del Michigan pubblicato sul  Journal of Aging and Health, rinunciare alla guida nella terza età può condurre a un dannoso isolamento sociale. 

I ricercatori hanno reclutato per l’indagine 7mila automobilisti di 65 anni e oltre per sottoporli a un questionario sulla loro permanenza al volante negli ultimi tempi. Ai partecipanti è stato chiesto, per esempio, quante volte avessero usato l’auto nel corso dell’anno passato e quale fosse la ragione degli spostamenti, questioni famigliari, visite ad amici, partecipazione alla messa domenicale o alle partite di carte al circolo. 

I ricercatori hanno anche raccolto informazioni sulla loro salute e sulla capacità di svolgere le attività quotidiane come prepararsi da mangiare, lavarsi e vestirsi. 

Circa il 20 per cento degli intervistati aveva smesso di guidare nei cinque anni precedenti all’inchiesta. Un altro 20 per cento del campione era già un “non guidatore” all’avvio dello studio. 

Prendendo in esame alcuni parametri, gli scienziati hanno valutato il livello di isolamento delle persone coinvolte nello studio. Il 20 per cento è stato classificato “non isolato”, il 58 per cento “isolato in qualche misura” e il 21 per cento “socialmente isolato”. Le persone più anziane, con un livello di istruzione basso e un reddito modesto erano più esposte al rischio di sentirsi isolate. Ma, proseguendo nell’analisi dei dati, i ricercatori hanno scoperto che l’integrazione sociale viaggiava soprattutto su quattro ruote. In confronto agli automobilisti ancora attivi, gli anziani che avevano smesso di guidare raddoppiavano le probabilità di isolarsi socialmente.

Dover rinunciare alla guida ha effetti tanto a breve quanto a lungo termine: l’isolamento si sperimenta sin dai primi tempi senza guidare, ma persiste nei sei anni successivi all’ultimo giro in auto. 

Che si usi per andare a fare la spesa, per far visita a un amico o ad un parente, o per uscire dalla città durante il week-end, la macchina consente di restare in contatto con il mondo. Chi smette di guidare finisce inevitabilmente per tagliare i ponti con ciò che lo circonda.

«In altre parole, non hanno più una rete di persone con cui parlare di cose importanti», dice Xiaoling Xiang docente di sociologia all’Università de Michigan e tra gli autori dello studio?

La soluzione? Non si può certo pensare di continuare a far a guidare chi ha scelto di rinunciarvi o non è più in condizioni fisiche per farlo. Si possono però ideare interventi mirati sulle persone anziane che hanno abbandonato l’auto per prevenire pericolose forme di isolamento.