Genitori: meglio imperfetti che esauriti. Il “parental burnout” può rendervi anaffettivi e violenti

Lo studio

Genitori: meglio imperfetti che esauriti. Il “parental burnout” può rendervi anaffettivi e violenti

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Didascalia Long: 

Paradossalmente, genitori troppo presenti e accudenti finiscono per andare in tilt procurando ai figli più male che bene
di redazione

Scappare, mollare tutto, salutare dicendo “arrangiatevi, io me ne vado”. Sinceramente: esiste qualche genitore al mondo che non sia mai stato sfiorato dal desiderio di fuga? Probabilmente no, ed è normale. Far crescere dei figli è meraviglioso, ma può essere molto stressante. Fantasticare un’evasione ogni tanto è comprensibile. Ma quando l’accudimento della prole diventa fonte di stress quotidiana e viene vissuto come un’incombenza che prosciuga le forze e quando mancano le risorse per gestire le situazioni stressanti all’interno della famiglia, allora bisogna cominciare a preoccuparsi. Perché in questo caso si parla di “parental burnout”, una speciale forma di esaurimento associata al ruolo di genitore. Che, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Clinical Psychological Science, può avere gravi conseguenze anche sulla salute dei figli: madri e padri patologicamente esausti mettono seriamente in discussione le loro capacità genitoriali fino ad arrivare a rinunciarvi del tutto, trascurando i quotidiani bisogni dei figli. Nei casi più gravi l’anaffettività tipica di chi soffre del parental burnout può degenerare in astio e violenza nei confronti dei figli. 

I ricercatori hanno reclutato circa 2mila genitori tra gli abitanti del Belgio attraverso social network, scuole, studi di pediatri, per sottoporli a tre questionari on-line condotti a distanza di 5 mesi che contenevano domande specifiche per misurare il loro livello di burnout. 

Tra i parametri indicativi di un esaurimento c’era il distacco emotivo dai figli, la sensazione di incapacità nello svolgere il proprio ruolo, i pensieri di fuga dalla famiglia, il grado di trascuratezza dei bisogni fisici, emotivi ed educativi dei figli, la tendenza a ricorrere a violenza fisica, verbale o psicologica. 

Dall’analisi delle risposte è emersa una forte associazione tra il burnout e alcuni comportamenti ricorrenti dei genitori, osservati in tutti e tre i questionari: desiderare la fuga, trascurare i figli, ricorrere a violenza. 

I ricercatori hanno osservato inoltre un fenomeno particolarmente preoccupante: esiste un circolo vizioso tra il parental burnout e la tendenza a trascurare i figli perché i bambini abbandonati a loro stessi diventano nuova fonte di stress per i genitori, e così via. 

Una seconda indagine on line condotta tra gli abitanti del Regno Unito ha prodotto gli stessi risultati: i genitori esauriti finiscono per mollare la spugna, rinunciare all’accudimento, alzare la voce e le mani con troppa disinvoltura. 

Secondo i ricercatori tutto ciò è paradossale: genitori troppo presenti e accudenti finiscono per andare in tilt procurando ai figli più male che bene. È la rivincita delle mamme e dei papà imperfetti. 

«Nell’attuale contesto culturale, c'è molta pressione sui genitori. Ma essere un genitore perfetto è impossibile e cercare di diventarlo può portare all'esaurimento. La nostra ricerca suggerisce che qualunque cosa consenta ai genitori di ricaricarsi, per evitare l'esaurimento, è un bene per i bambini», ha detto Moïra Mikolajczak della UCLouvain in Belgio, a capo dello studio. 

In conclusione: il modo migliore per prendersi cura dei figli è pensare anche a se stessi. Sì al sano egoismo, no alla vocazione al martirio.