Un’infanzia ricca di emozioni positive riduce il rischio di depressione da adulti

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Un’infanzia ricca di emozioni positive riduce il rischio di depressione da adulti

di redazione

Un’infanzia felice è un investimento a lungo termine. Ma va precisato subito: evitare che accadano cose brutte non basta, bisogna fare in modo che accadano cose belle. 

Le esperienze positive nei primi anni di vita riducono infatti il rischio di soffrire di depressione e di altri disturbi psichici una volta cresciuti. L’associazione tra i bei ricordi della fanciullezza e la salute mentale da adulti è stata calcolata in maniera puntuale da un gruppo di ricercatori della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health che ha analizzato i risultati di un’indagine a cui hanno partecipato più di 6mila persone di oltre 18 anni di età. Lo studio è stato pubblicato su Jama Pediatrics.

I questionari comprendevano domande generali sui comportamenti a rischio per la salute, sulle condizioni di salute e sul ricorso ai servizi sanitari di prevenzione accompagnate da sette quesiti specifici sulle esperienze dell’infanzia. Ai partecipanti veniva chiesto se da piccoli avessero avuto l’opportunità di condividere con i propri famigliari le loro emozioni, se avessero percepito la vicinanza della propria famiglia nei momenti di difficoltà, se avessero preso parte ad appuntamenti tradizionali della comunità, se avessero maturato un senso di appartenenza alla scuola durante l’adolescenza, se si sentissero sostenuti dagli amici, se avessero avuto almeno due persone adulte, esclusi i genitori che si interessassero a loro e, infine, se si sentissero sicuri e protetti nelle loro case. 

Chi aveva risposto positivamente a sei domande su sette riduceva del 72 per cento le probabilità di soffrire di depressione o di avere più di 14 “giornate nere” nel mese precedente rispetto a coloro che avevano dichiarato di non aver avuto da zero a due esperienze positive durante l’infanzia. Per coloro che hanno affermato di avere avuto esperienze positive in 3-5 ambiti, il rischio di depressione si abbassava del 50 per cento. In generale, coloro che avevano avvertito la vicinanza di famigliari e amici durante l’infanzia continuavano a sentirsi sostenuti e compresi in età adulta. 

Gli autori dello studio fanno osservare che gli effetti benefici sulla salute mentale di una infanzia serena restano validi anche in presenza di eventi traumatici. I brutti ricordi del passato diventano meno difficili da gestire se sono accompagnati da bei ricordi. 

«Questo studio offre la speranza che bambini e adulti possano crescere sani nonostante un accumulo di esperienze negative durante l’infanzia. Si pensa che l'eliminazione delle avversità si traduca automaticamente in buoni risultati di salute, ma molte persone che segnalavano poche avversità durante l'infanzia avevano ancora problemi mentali e relazionali in età adulta quando non riferivano anche di aver avuto esperienze infantili positive», ha detto Christina Bethell, a capo dello studio. 

Insomma, la contromisura ai brutti ricordi sono i bei ricordi e avere avuto esperienze positive durante l’infanzia garantisce una buona salute mentale molto più che non avere avuto esperienze negative. 

Detto in altri termini: sicuramente la salute mentale di un adulto risente delle brutte esperienze vissute da bambino, violenze, litigi dei genitori, il senso di abbandono, ma può essere altrettanto compromessa dalla mancanza di belle esperienze (sostegno da genitori e amici, senso di protezione e di appartenenza, condivisione di emozioni). 

Così si spiega come mai molte persone che non hanno avuto particolari problemi da piccoli abbiano sviluppato depressione e altri disturbi mentali da adulti. Perché anche la normalità, intesa come assenza di traumi ma anche di emozioni positive, può fare male.