Infortuni sportivi: con la mindfulness si sopporta meglio il dolore

La strategia

Infortuni sportivi: con la mindfulness si sopporta meglio il dolore

Un piccolo studio suggerisce che l’intervento psicologico facilita il recupero dopo un infortunio
redazione

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Aggiungere sessioni di mindfulness alla tradizionale fisioterapia permette agli atleti di tollerare meglio il dolore, accelerando i tempi del percorso riabilitativo. Uno studio dell’Università del Kent

Sono i rischi del mestiere con cui ogni sportivo, di qualunque disciplina,  sa di dover fare i conti. Gli infortuni dei calciatori sono i più popolari in tempi di mondiali di calcio. Ma ci sono quelli dei ciclisti, dei tennisti, dei pallavolisti. A tutti loro è dedicato uno studio dell’Università del Kent che consiglia di puntare sulla mindfulness per accelerare i tempi di recupero. Tentarne una traduzione è un’impresa ardua. Mindfulness vuol dire consapevolezza, ma non ci si può fermare qui:  mindfulness è un atteggiamento mentale che consente di vivere il presente sospendendo il giudizio su ciò che ci circonda.  Gli autori dello studio sono convinti che questa “consapevole accettazione del momento attuale” possa aiutare gli sportivi a sopportare meglio il dolore rendendo più efficace e meno lunga la riabilitazione, allontanando anche il rischio di depressione dovuto al forzato ritiro. 

I ricercatori hanno monitorato le condizioni di salute di 20 atleti tra i 21 e i 36 anni (14 uomini e 6 donne) che per colpa di qualche incidente sportivo erano stati costretti a rinunciare all’attività fisica per più di tre mesi. 

Gli sportivi sono stati divisi in due gruppi: entrambi sono stati sottoposti alle tradizionali sedute di fisioterapia, ma il gruppo sperimentale ha praticato in aggiunta la mindfulness con sessioni di 90 minuti, una volta a settimana per otto settimane. 

I ricercatori hanno misurato, ricorrendo alle specifiche scale di valutazione, la tolleranza al dolore e la percezione del dolore degli atleti. La tolleranza al dolore viene valutata, per esempio, con il cold pressor test (Cpt): il partecipante deve immergere la mano in una bacinella con acqua ghiacciata e tenerla lì per il maggior tempo possibile.

Ebbene, la mindfulness ha fatto la differenza: gli sportivi che avevano seguito il programma di riabilitazione potenziato avevano acquisito una maggiore sopportazione del dolore e avevano ridotto il livello di ansia e di stress. «Gli interventi psicologici - scrivono i ricercatori - sono importanti per gli atleti e hanno un ruolo efficace nel percorso di riabilitazione dopo un infortuni. Gli interventi psicologici possono contribuire a ridurre i pensieri e gli stati d’animo negativi». Gli scienziati hanno applicato per la prima volta alla riabilitazione sportiva  un intervento psicologico noto come Mindfulness Based Stress Reduction (Mbsr).

«Gli atleti infortunati possono trarre beneficio dall'uso della mindfulness - scrivono gli autori nelle conclusioni - come parte del processo di riabilitazione sportiva per aumentare la tolleranza al dolore e la consapevolezza. Sono necessarie ulteriori ricerche per valutare se l'aumento della tolleranza al dolore possa aiutare nel processo terapeutico».

Lo sport fa bene alla salute, ma, dicono gli autori, non si può fare a meno di ricordare che nel Regno Unito ogni anno si contano 29,7 milioni di infortuni tra gli atleti. 

Qualunque strategia che possa favorire un rapido recupero è sicuramente ben vista da tutti gli sportivi che non vedono l’ora di tornare ad allenarsi.