Via libera all'extreme grooming. La depilazione totale del pube non aumenta il rischio di infezioni

La rassicurazione

Via libera all'extreme grooming. La depilazione totale del pube non aumenta il rischio di infezioni

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Da qualche anno la depilazione totale delle parti intime è sospettata di aumentare le probabilità di contrarre infezioni durante rapporti sessuali. 
di redazione

Buone notizie per le appassionate della depilazione estrema (extreme grooming): la rimozione completa dei peli pubici non aumenta il rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili. Lo dimostra uno studio appena pubblicato su PlosOne che contraddice risultati di ricerche precedenti. 

I primi sospetti sulla scarsa sicurezza della depilazione estrema erano emersi da uno studio francese del 2013 condotto su un gruppo di donne che avevano contratto la clamidia o altre infezioni per via sessuale: il 93 per cento delle pazienti aveva l’abitudine di rimuovere, in tutto o in parte, i peli pubici. Qualche anno più tardi un’indagine pubblicata sul British Medical Journal mostrava un’associazione tra l’accuratezza della “tosatura” e la probabilità di contrarre infezioni durante rapporti sessuali. 

Chi si spingeva fino a rendere completamente glabra la zona pubica rischiava di più. L’associazione veniva spiegata con il maggior rischio di ferite nelle parti intime e con una probabile attività sessuale più assidua.

Ma nessuna delle due ricerche aveva trovato prove convincenti di una relazione causale tra l’extreme grooming e le malattie sessualmente trasmissibili.  

Così un gruppo di ricercatori dell’Università dell’Ohio ha voluto approfondire la questione reclutando 214 ragazze universitarie che si erano sottoposte a test per le infezioni sessuali tra il 2017 e il 2018. Alle partecipanti sono state rivolte domande sulle loro abitudini depilatorie e sull’attività sessuale. 

Con il termine di “depilazione estrema” (extreme grooming), gli scienziati si riferivano alla rimozione di tutti i peli pubici effettuata almeno una volta a settimana nel corso dell’anno oppure più di sei volte durante il mese precedente. 

Circa il 98 per cento delle donne ha dichiarato di aver rimosso in qualche misura la peluria dalle parti intime, il 54 per cento aveva fatto scelte radicali depilando completamente il pube nel corso dell’anno precedente e il 18 per cento aveva effettuato l’extreme grooming nell’ultimo mese. «Siamo rimasti sorpresi che la depilazione estrema fosse così frequente. Quella da noi definita depilazione estrema - la rimozione di tutti i peli pubici almeno una volta a settimana nell'ultimo anno - è stata segnalata da oltre la metà delle persone nel nostro studio», ha detto  Jamie Luster, principale autore dello studio. 

L’83 per cento delle intervistate aveva usato il rasoio e i due terzi delle donne si era procurata qualche ferita depilandosi con la lama.

Il 10 per cento circa delle studentesse universitarie è risultato positivo alla gonorrea o alla clamidia. 

Dopo aver preso in considerazione la frequenza dei rapporti sessuali e altri fattori che avrebbero potuto influenzare i risultati, i ricercatori hanno escluso un’associazione tra l’extreme grooming e il rischio di infezioni sessualmente trasmissibili. 

«In contrasto con altri studi, non abbiamo trovato alcuna associazione tra la depilazione estrema e la prevalenza di infezioni sessualmente trasmissibili. I nostri risultati non giustificano la necessità di interventi di salute pubblica o clinici indirizzati alla depilazione come un fattore di rischio per gonorrea o clamidia. Gli studi futuri su questo argomento potrebbero impiegare un campione più ampio per permettere stime più precise e generalizzazioni più affidabili», concludono i ricercatori.