La lista delle cose da fare ti tiene sveglio? Prova a scriverla e il sonno arriverà

Il consiglio

La lista delle cose da fare ti tiene sveglio? Prova a scriverla e il sonno arriverà

Mettere nero su bianco gli impegni del giorno dopo è meglio che perdersi nei pensieri
redazione

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Un esperimento condotto su 57 adulti ha dimostrato che lasciare carta e penna vicino al comodino è una buona idea. I ricercatori della Baylor University consigliano di interrompere i pensieri e mettere nero su bianco la temutissima “to do list”

È notte fonda ma gli occhi sbarrati puntati al soffitto non accennano a chiudersi: la lista delle cose da fare il giorno dopo impedisce di addormentarsi. La mente passa in rassegna scrupolosamente ogni impegno, dal dentista alla riunione di lavoro, dalla spesa alle scadenze dei pagamenti e così via per ore e ore regolarmente strappate al sonno. Eppure a salvarci dall’insonnia basterebbero due strumenti facilmente reperibili in ogni casa: carta e penna. 

Secondo uno studio appena pubblicato sul Journal of Experimental Psychology, infatti, mettere nero su bianco la temutissima lista degli imminenti e irrevocabili appuntamenti previsti per l’indomani aiuta a prendere sonno. Insomma,  invece di abbandonare i pensieri nel vortice di un elenco senza fine, bisogna scrivere tutto nei minimi dettagli. 

E, secondo i ricercatori della Baylor University in Texas, annotare le cose da fare in futuro proprio prima di andare a dormire concilierebbe il sonno più che la cronaca delle attività svolte durante il giorno. 

«Viviamo in una cultura ‘24ore su 7 giorni’ - dice Michael K. Scullin, a capo dello studio - nella quale le nostre liste di cose da fare sembrano aumentare continuamente e al momento di coricarci salgono le preoccupazioni per i compiti non terminati. La maggior parte delle persone passa in rassegna le cose da fare solamente nella testa, così abbiamo voluto indagare se l’atto di scriverle potesse contrastare le difficoltà del sonno».  

Da qui è nato l’esperimento condotto su 57 adulti tra i 18 e i 30 anni invitati a passare la notte allo Sleep Neuroscience and Cognition Laboratory dove il loro sonno è stato misurato ricorrendo alla polisonnografia, la strumentazione diagnostica per i disturbi del sonno che rileva i parametri fisiologici dei pazienti addormentati, come l'attività cerebrale e i livelli di ossigeno. Grazie a questi dispositivi di monitoraggio, il sonno delle persone sotto osservazione non ha segreti. 

I partecipanti allo studio sono stati divisi in maniera casuale in due gruppi. Entrambi dovevano eseguire il compito assegnato 5 minuti prima dell’ora prevista per andare a dormire, ovvero le 22,30.  Il primo gruppo ha scritto le cose da fare in futuro (to do list), il secondo quelle già portate a termine nei giorni precedenti (completed list). Ebbene, chi aveva stilato l’elenco delle occupazioni future si addormentava molto prima di chi aveva fatto la cronaca degli obiettivi raggiunti. E più era dettagliata la “to do list”, più velocemente arrivava il sonno. Per gli altri accadeva esattamente il contrario: una descrizione minuziosa dei compiti conclusi in passato allontanava il momento di chiudere gli occhi.

Gli scienziati sono consapevoli di alcune limitazioni del loro studio, che ha coinvolto poche persone e in salute. «Caratteristiche della personalità, l’ansia e la depressione - concludono i ricercatori -  potrebbero compromettere gli effetti della scrittura sull'addormentarsi, e questo potrebbe essere oggetto di studio in un'indagine con un campione più ampio. Abbiamo reclutato giovani adulti sani e quindi non sappiamo se le nostre scoperte potrebbero valere anche per pazienti affetti da insonnia, sebbene alcune attività di scrittura siano state precedentemente suggerite per questi casi».