Menopausa: quando è indotta chirurgicamente i disturbi del sonno peggiorano

Il confronto

Menopausa: quando è indotta chirurgicamente i disturbi del sonno peggiorano

L’improvvisa interruzione della produzione di ormoni accentua il sintomo più diffuso della menopausa: l’insonnia. Le donne con menopausa indotta chirurgicamente hanno una probabilità doppia di passare le notti in bianco

di redazione

Otto ore di sonno tranquillo, ininterrotto, ristoratore. È un miraggio per molte donne in menopausa: le difficoltà ad addormentarsi o i risvegli frequenti sono sintomi ben noti a molte donne di mezza età. 

Ma i disturbi del sonno possono diventare ancora più intensi se la menopausa è indotta da un intervento chirurgico. Lo ha dimostrato uno studio pubblicato sulla rivista Menopause: quando la produzione di estrogeni e progesterone  viene interrotta artificialmente e all’improvviso in seguito alla rimozione delle ovaie il rischio per le donne di passare le notti in bianco raddoppia in confronto a quanto accade secondo natura. 

I ricercatori hanno coinvolto nello studio 429 donne che sono andate in menopausa in maniera naturale e 97 donne che sono state sottoposte a intervento chirurgico. Le donne erano di origini coreane e avevano un età compresa tra i 50 e 60 anni. 

In media, le donne che avevano subito un intervento chirurgico erano andate in menopausa  7 anni prima delle altre.  Circa l’8 per cento delle donne con menopausa indotta e il 4 per cento delle donne con menopausa naturale avevano assunto la terapia ormonale per alleviare i sintomi. 

Le donne sottoposte al bisturi riportavano maggiori difficoltà ad addormentarsi e maggiori risvegli notturni rispetto alle donne non operate. 

Generalmente la rimozione delle ovaie viene effettuata in presenza di un tumore oppure in via preventiva in pazienti ad alto rischio genetico di sviluppare un carcinoma ovarico o mammario. L’asportazione delle ovaie può essere resa necessaria dalla presenza di cisti di grandi dimensioni o di lesioni dolorose del tratto riproduttivo. 

«La menopausa è una fase di transizione difficile per molte donne, sia psicologicamente che fisicamente, e spesso non veiene bene affrontata in ambito psichiatrico o medico», ha detto Sooyeon Suh della Sungshin Women's University di Seoul, autore senior dello studio. 

«I risultati di questo studio dimostrano che le donne che hanno subito un intervento chirurgico e sperimentano la menopausa possono essere particolarmente più vulnerabili ai problemi del sonno rispetto alle donne che attraversano questa fase della vita in maniera naturale». 

I ricercatori non hanno spiegato come mai la “menopausa chirurgica” accentui i problemi del sonno. È logico ipotizzare che un improvvisa interruzione del rifornimento di ormoni possa creare maggiori squilibri nel ritmo sonno-veglia rispetto a una graduale riduzione della produzione ormonale. 

Dai disturbi del sonno non si salva quasi nessuna. Anche le più fortunate, risparmiate da vampate, sudore, cali dell’umore e altre sgradevoli sensazioni, viene afflitta dalle difficoltà ad addormentarsi e dai risvegli continui. 

Le regole per favorire un buon sonno sono ben note, ma i ricercatori pensano valga la pena ripeterle:  ridurre la caffeina, l’alcol, evitare pasti serali troppo elaborati, muoversi regolarmente, andare a dormire sempre alla stessa ora. 

Inoltre, in tutti i casi, e secondo i ricercatori sono la maggior parte, in cui l’intervento chirurgico è avvenuto per il trattamento di una patologia benigna, la terapia ormonale sostitutiva può essere presa in considerazione per alleviare i sintomi generali della menopausa, in particolare il disturbo del sonno. 

«La menopausa può essere sia fisicamente che psicologicamente impegnativa - concludono i ricercatori -  ma le donne che si sottopongono alla chirurgia sperimentano una qualità del sonno peggiore rispetto alle donne che vanno in menopausa naturalmente e possono trarre beneficio da interventi specifici».