Se mi lasci, non ingrasso: chi perde l’amore non prende peso

Lo studio

Se mi lasci, non ingrasso: chi perde l’amore non prende peso

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Soltanto una piccola parte delle donne che hanno già una predisposizione all’alimentazione emotiva tendono ad aumentare di peso dopo la fine di una relazione
di redazione

Si soffre, ma non si ingrassa. Contrariamente a quanto si è sempre pensato, chi ha il cuore spezzato per la fine di una relazione sentimentale non aumenta di peso. Lo sostengono i risultati di due studi che smontano la teoria della “ciccia da separazione”. O meglio, a qualcuno può succedere di consolarsi con il cibo e di osservare l’ago della bilancia crescere insieme alle delusioni amorose, ma non è la regola generale. Un gruppo di ricercatori tedeschi ha voluto verificare attraverso ben due indagini la fondatezza dell’espressione “Kummerspeck” (traducibile con “grasso da sconforto”) tra persone fresche di separazione. 

Nel primo studio è stato chiesto a 581 individui di compilare questionari on line rilasciando le informazioni più sensibili che si possano immaginare: situazione sentimentale e peso. Dall’analisi delle risposte è emerso che la maggior parte delle persone, il 62,7 per cento, non ha osservato alcun cambiamento significativo sulla bilancia nell’anno successivo alla fine della relazione con il partner. 

Nel secondo studio che ha coinvolto 261 uomini e donne, le domande sono state ancora più mirate e personali: avete mai sofferto per la fine di un amore? se sì, come è successo? chi è stato a scatenare la crisi? in seguito alla separazione avete perso o guadagnato peso? il cibo ha per voi un valore consolatorio?

Ancora una volta, non sembra che perdere l’amore faccia acquistare chili in più. La maggior parte delle persone intervistate, il 65,13 per cento, non ha cambiato taglia di vestiti dopo aver rotto i rapporti con l’altra metà della coppia.

«Siamo rimasti sorpresi dal fatto che in entrambi gli studi, che includevano un ampio campione della popolazione, non abbiamo trovato prove di “kummerspeck”. L'unica associazione che abbiamo trovato è emersa nel secondo studio: le donne che avevano già una predisposizione all’alimentazione emotiva sono aumentate di peso dopo una rottura della relazione. Ma non era un fatto comune», scrivono i ricercatori.  

I risultati degli studi tedeschi, pubblicati sul Journal of the Evolutionary Studies Consortium, sono  in parte “il segno dei tempi”. Il cibo può essere consolatorio ma ha perso la funzione che aveva in passato. Se infatti i nostri antenati (le donne soprattutto), una volta diventati single, potevano avere difficoltà a procurarsi il cibo da soli sentendosi così legittimati ad accumulare riserve di grasso dopo la fine della relazione, oggi, per fortuna, le cose sono diverse: chi viene lasciato può contare sui supermercati senza dover fare scorte di adipe sul girovita per sopravvivere alla crisi di coppia. 

«Le donne moderne oggi ovviamente hanno un lavoro e accesso alle risorse, ma allora probabilmente eran più piccole di costituzione e avevano bisogno di maggiore protezione e di aiuto per procurarsi il cibo. Se il loro partner le avesse abbandonate, sarebbero state nei guai. E lo stesso avrebbe potuto valere per gli uomini. Con quantità di cibo non particolarmente abbondante nel mondo ancestrale, potrebbe essere logico “rimpinzarsi” per poter fare affidamento sulle scorte di grasso accumulate», ha detto Marissa Harrison, professore associato della Penn State Harrisburg.