Se non dormite bene provate a lasciare il telefonino prima di andare a letto

L'indagine

Se non dormite bene provate a lasciare il telefonino prima di andare a letto

di redazione

In media gli italiani utilizzano dispositivi digitali tra le sei e le sette ore al giorno. E non rinunciano a usarli nemmeno prima di andare a letto: il 52% tiene regolarmente il proprio smartphone sul comodino e il 40% lo lascia sempre acceso. Abitudini che possono mettere a serio rischio il riposo: il 94% si sveglia, infatti, e uno su quattro consulta lo smartphone durante i risvegli notturni. Eppure nove italiani su dieci ritengono che dormire bene sia il metodo migliore per riposarsi e recuperare le energie.

Dati e paradosso emergono da un'indagine commissionata da Philips alla società di ricerca Strive Insight sul rapporto tra utilizzo della tecnologia e qualità del sonno.

Più in particolare, dall'indagine risulta che i passatempi digitali più diffusi prima di addormentarsi sono i social network e le chat, seguiti dalla lettura delle email.

Nonostante gli italiani riconoscano l’importanza del riposo notturno, accade così che solo il 6% degli intervistati dichiara di non svegliarsi mai durante la notte. La maggior parte, invece, non ha un sonno continuo e ha frequenti risvegli notturni. Il 18% degli italiani, inoltre, riferisce di essere stato svegliato dai segnali emessi dal device.

L’indagine «rivela una consapevolezza diffusa riguardo l’importanza del riposo notturno così come in merito alla correlazione tra disturbi del sonno e utilizzo di dispositivi tecnologici prima di andare a letto; nonostante ciò gli italiani faticano ad abbandonare certe cattive abitudin», commenta Gianluigi Redolfini, Health Systems Marketing Leader di Philips Italy, Israel & Greece.

Tra i disturbi del sonno più diffusi il 31% dice di avere un sonno irrequieto e risvegli frequenti, di questi il 66% dichiara di soffrire di apnee notturne e il 33% di conoscere questa patologia. Il 24% invece dichiara di avere difficoltà ad addormentarsi e il 15% di soffrire di insonnia.

I sintomi più dichiarati legati ai disturbi del sonno sono stanchezza durante il giorno (il 55%), stanchezza al risveglio (il 48%), occhi stanchi al risveglio (il 35%), difficoltà di concentrazione (il 28%) e irritabilità (il 27%). Meno di un terzo del campione (il 28%) che ha dichiarato di soffrire di disturbi del sonno si è rivolto a un medico. I consigli più diffusi tra coloro che lo hanno interpellato sono stati alimentazione serale leggera (il 40%), attività fisica durante il giorno (39%) e la riduzione dell’utilizzo di dispositivi tecnologici prima di addormentarsi (il 37%).

«Un cattivo sonno non si traduce soltanto in un ridotto rendimento nelle attività quotidiane» spiega Luigi Ferini Strambi, professore di Neurologia e direttore del Centro di Medicina del sonno del San Raffaele di Milano. «Durante il sonno profondo prosegue - l’organismo libera le citochine, modulatori della risposta immunitaria nei confronti delle malattie. Lo scarso sonno si traduce quindi in ridotte difese immunitarie. Inoltre, diversi studi hanno evidenziato che un sonno insufficiente è associato a un’eccessiva secrezione di cortisolo e quindi a un mancato riposo cardiaco: i microrisvegli legati a disturbi esterni ambientali, come ad esempio l’ uso di dispositivi tecnologici oppure alle apnee notturne, aumentano quindi il rischio cardiovascolare. Infine – conclude - ricerche recenti indicano che una cronica mancanza di sonno favorisce un aumento, nelle cellule nervose, dei depositi di proteina beta amiloide, coinvolta nella genesi di malattie neurodegenerative».