Non è scuolite, ma ansia: i ragazzi che fanno tante assenze potrebbero soffrire di un disturbo psichico

L’analisi

Non è scuolite, ma ansia: i ragazzi che fanno tante assenze potrebbero soffrire di un disturbo psichico

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L’ansia di cui parlano gli scienziati non è una semplice preoccupazione, ma un disagio profondo e ingestibile che richiede un intervento specialistico
di redazione

Un giorno è il mal di testa, l’altro è il mal di pancia. Poi la nausea, la stanchezza e un imprecisato, ma invalidante, dolore diffuso a tutto il corpo. E così sul registro di classe viene segnata l’ennesima assenza. 

Generalmente i genitori passano in poco tempo dalla preoccupazione per il misterioso malessere fisico alla convinzione di sapere di cosa si tratti e finiscono per liquidare i sintomi con una perentoria diagnosi, pronunciata con toni più o meno condiscendenti: non ci sono dubbi, il malanno in questione è la cosiddetta “scuolite”.  

Il giudizio degli insegnanti è ancora più severo: gli alunni che saltano spesso le lezioni sono sfaticati assenteisti, privi di interessi e di senso del dovere, giovani ingrati che disdegnano il privilegio dell’istruzione.

Ma dietro il rifiuto della scuola potrebbe nascondersi una grave forma di ansia che impedisce di vivere serenamente gli anni della formazione giovanile compromettendo così anche il successo della futura vita professionale. 

Uno studio appena pubblicato su Child and Adolescent Mental Health invita a guardare il fenomeno dell’assenteismo scolastico da una nuova prospettiva, cercando le cause profonde di quello che a prima vista sembra un atteggiamento da scansafatiche o il sintomo di una ribellione adolescenziale. 

Chiariamolo subito: l’ansia di cui parlano gli scienziati non è una semplice preoccupazione per l’interrogazione o il compito in classe, ma un disagio profondo e ingestibile che richiede un intervento specialistico. Qualcosa che incide pesantemente sulla qualità di vita. 

«Siamo rimasti sorpresi di aver trovato prove che l’ansia sia associata ad assenze ingiustificate, spesso ritenute correlate a difficoltà comportamentali piuttosto che a problemi emotivi come l’ansia o la depressione», ha dichiarato Katie Finning della University of Exeter Medical School nel Regno Unito, a capo dello studio.

I ricercatori sono giunti alle loro conclusioni dopo aver passato in rassegna otto studi precedenti che avevano coinvolto 26mila giovani studenti tra i 5 e i 21 anni di Europa, Nord America e Asia. 

Sono state prese in considerazione quattro categoria di assenze: assenze ingiustificate (come marinare la scuola), assenze giustificate da motivi medici, rifiuto della scuola legato a disagio emotivo e assenteismo per qualsiasi ragione. Come ci si aspettava, l’ansia è stata collegata al rifiuto emotivo della scuola, percepita poco accogliente se non addirittura ostile. Ma dall’analisi dei dati è emerso che anche i ragazzi che marinano spesso la scuola passando per alunni ribelli, disinteressati e dal comportamento problematico, sono in realtà tenuti lontano dalle aule dell’istituto in cui sono iscritti più dall’ansia che dalla voglia di trasgressione.

Insomma, la “scuolite” può manifestarsi in modi diversi, ma nella maggior parte dei casi si tratta di un disturbo psicologico profondo e invalidante come l’ansia. Il mal di testa improvviso e il mal di pancia che non dà tregua, ma anche le assenze “autogestite” fatte all’insaputa dei genitori possono essere manifestazioni di un forte malessere psichico che rischia di venire scambiato per svogliatezza e pericolosamente trascurato. 

«Ci sono molti aspetti dell’ambiente scolastico che potrebbero rappresentare una sfida per persone giovani ansiose, tra cui le interazioni sociali con i compagni e con il personale della scuola. Oppure le richieste didattiche o ancora la separazione dalle persone care della famiglia. L’ansia può anche causare sintomi fisici come mal di testa o mal di pancia che possono avere un impatto sulla presenza a scuola», ha spiegato Finning. 

I genitori, dicono i ricercatori, dovrebbero considerare la possibilità che ci sia uno stato ansioso dietro al rifiuto della scuola e cercare la giusta terapia, una volta che le cause fisiche del malessere manifestato siano state escluse.