Non serve fare le nottate sui libri. Per avere bei voti bisogna dormire

Il consiglio

Non serve fare le nottate sui libri. Per avere bei voti bisogna dormire

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Le notti in bianco possono impedire agli studenti di prendere bei voti e di restare al passo con gli esami. Un effetto simile si ha con l’abuso di alcol o di droga. Eppure l’educazione al sonno non rientra tra le informazioni offerte alle matricole
di redazione

Il segreto per avere bei voti all’università? Dormire a sufficienza. Secondo uno studio appena pubblicato su Sleep Health, infatti, le notti in bianco possono compromettere le performance degli studenti tanto quanto il consumo di alcol o droga. I ricercatori hanno osservato che per ogni notte insonne a settimana si perdono 0,02 punti nella media dei voti e si aumenta del 10 per cento il rischio di abbandonare un corso della facoltà.

«Chi intraprende lo studio ben riposato - ha dichiarato J. Roxanne Prichard, direttore scientifico del Center for College Sleep presso l'Università di St. Thomas a Saint Paul, Minnesota e coautore dello studio -  può svolgere il lavoro e risolvere problemi complessi in modo molto più efficiente. Quando non è così e ci si priva  del sonno, è più probabile che si verifichino stati d’animo ansiosi, depressione e malattie fisiche, tutte cose che possono compromettere la buona riuscita di uno studente». 

I ricercatori hanno condotto la loro indagine nel 2009 su 55.322 studenti universitari che avevano un punteggio medio di 3,21 (GPA, Grade Point Average è una scala di valutazione che va da 0 a 4) e circa 2,4 notti a settimana di sonno disturbato. 

Lo studio ha dimostrato che gli studenti del primo anno avevano maggiori ripercussioni sull’andamento scolastico in seguito alle notte insonni. Per le matricole l’impatto sui voti di ogni nottata in bianco equivale agli effetti del binge drinking o del consumo di droghe. Solamente i disturbi dell’apprendimento o una diagnosi di depressione o ansia hanno conseguenze peggiori sui risultati degli esami. 

Gli studenti del primo anno aumentano del 14 per cento il rischio di saltare un appello d’esame per ogni giorno di sonno perso. 

Eppure, fanno notare i ricercatori, l’educazione al sonno non rientra tra i programmi di orientamento offerti ai ragazzi appena iscritti all’università che invece ricevono informazioni su altri aspetti legati alla salute come lo stress, il binge drinking, l’abuso di droghe, il sesso sicuro e le relazioni violente. 

Più dei due terzi degli studenti coinvolti nell’indagine non avevano infatti ricevuto alcuna informazione sul sonno, mentre l’83 per cento era stato adeguatamente informato sui pericoli delle droghe e dell’alcol. 

«Nel complesso questo studio suggerisce che le persone con disturbi del sonno al college possono avere più difficoltà nel raggiungere alti livelli di rendimento scolastico», ha commentato alla Reuters James Pagel del University of Colorado Anschutz Medical Campus in Aurora. La mancanza di sonno può compromettere la concentrazione e la memoria, caratteristiche fondamentali per l’apprendimento. Gli studenti, suggeriscono i ricercatori,  dovrebbero dormire dalle 7 alle 9 ore per notte. Altrimenti si rischia che lo sforzo impiegato nello studio non si traduca nei risultati sperati.