Pelle bella grazie agli esosomi

La terapia

Pelle bella grazie agli esosomi

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Gli esosomi sono minuscole "bollicine" che contengono istruzioni che possono venire scambiate tra cellule. In questo caso il loro contenuto consiste in molecole di micro-Rna che danno indicazioni alla cellule ricevente su come produrre più collagene
di redazione

A riparare le lesioni della pelle da scottatura solare, ma anche a rimediare ai segni dell’invecchiamento, potrebbero pensarci gli esosomi, minuscole sacche che le cellule espellono e assorbono. 

L’ingegnosa strategia terapeutica contro ustioni e rughe, descritta su ACS Nano, è stata testata con successo sui topi. Non c’è bisogno di un ago per iniettare il materiale nella pelle, basta fare pressione sulla superficie per far penetrare il trattamento. 

I ricercatori invitano a pensare agli esosomi come a microscopiche buste da lettere che contengono alcune istruzioni specifiche che possono venire scambiate tra cellule. Gli esosomi hanno un diametro di 30-150  nanometri, possono trasferire DNA, RNA, o proteine da una cellula all’altra influenzando la funzione della cellula destinataria. La medicina rigenerativa si è interessata a loro per il trasporto di cellule staminali nel trattamento di varie patologie, dalle malattie cardiache ai disturbi respiratori. 

In questo caso il contenuto delle buste consiste in molecole di micro-Rna che danno indicazioni alla cellule ricevente su come produrre più collagene per riparare il danno della pelle. 

Gli esososmi utilizzati nell’esperimento sono stati ricavati da cellule di fibroblasti cutanei umane coltivate in laboratorio fino a ottenere una struttura tridimensionale. 

I ricercatori hanno messo alla prova il loro sistema di esosomi 3D confrontandolo con altri tre trattamenti, una crema al retinolo, una struttura bidimensionale di esososmi, ed esosomi di cellule staminali mesenchimali derivati dal midollo osseo.

I parametri presi in esame per valutare la strategia migliore erano lo spessore della pelle e la produzione di collagene. 

Ebbene, alla fine dell’esperimento è emerso che i topi trattati con gli esosomi 3D avevano uno spessore della pelle del 20 per cento maggiore di quello degli animali che non avevano ricevuto alcun trattamento, del 5 per cento superiore ai topi trattati con cellule staminali. Inoltre, la terapia sperimentale ha ottenuto una produzione del 30 per cento in più di collagene rispetto al trattamento con staminali mesenchimali che si è rivelato il secondo trattamento più efficace. 

«Ci sono due principali vantaggi dei trattamenti con esosomi rispetto ai trattamenti convenzionali: uno, si possono usare le cellule della pelle di qualunque donatore per coltivare e far crescere questi esosomi: non sono cellule, quindi non si rischia il rigetto. E due, il trattamento può essere somministrato senza aghi: gli esosomi sono abbastanza piccoli da poter penetrare nella pelle attraverso la pressione o metodi di iniezione a getto», spiegano i ricercatori.