Per prevenire l'acne meglio ridurre cioccolata, latticini e bibite gassate

Pelle

Per prevenire l'acne meglio ridurre cioccolata, latticini e bibite gassate

I cibi incriminati sono i latticini, il cioccolato, i dolci, le bibite gassate. Si è osservato che le persone con acne li consumano in misura maggiore delle persone sane. Non è la prova della loro responsabilità diretta, ma il sospetto di un contributo all’insorgenza della malattia della pelle

di redazione

Ormoni, geni, alimentazione, igiene, stress. Le ragioni per cui l’acne   piomba come una macigno nella vita di un adolescente scombinandogli i piani tipici di quell’età, i primi amori, le amicizie, la popolarità ecc…, non sono chiare. 

Uno studio presentato al 28esimo congresso della European Academy of Dermatology and Venereology (Madrid 9-13 ottobre) ha trovato un’associazione tra l’acne e alcuni alimenti: latticini, dolci, cioccolato, bibite gassate e zuccherate. Anche lo stress e l’inquinamento sembra facciano la loro parte.  

Si sa che l’acne affligge il 9,4 per cento della popolazione mondiale prevalentemente tra i 16 e i 20 anni e che le forme più gravi colpiscono i maschi. Si sa anche però che i teenager che vivono nelle aree rurali vengono per lo più risparmiati dal disturbo che tormenta i loro coetanei di tutto il mondo.  Nel nord est della Tanzania o in Etiopia, per esempio, l’acne colpisce solamente circa lo 0,2 per cento della popolazione. In tanti hanno cominciato a vedere nello stile di vita occidentale e nell’inurbamento dei potenziali fattori di rischio per l’acne. 

E così l’alimentazione è immediatamente finita nel mirino dei ricercatori. Non sono ancora emerse prove schiaccianti di una sua responsabilità nella malattia della pelle, ma il sospetto di un suo coinvolgimento è sostenuto da numerosi studi. L’ultimo di questi è stato condotto da Brigitte Dréno del dipartimento di onco-dermatologia del Centre Hospitalier Universitaire de Nantes in Francia su 6.700 partecipanti di 6 Paesi del Nord America, Sud America ed Europa. 

Dai risultati della ricerca è emerso che i ragazzi che soffrono di acne hanno, più degli altri, alcune specifiche abitudini alimentari. Il 48 per cento delle persone con la malattia della pelle consuma latticini in confronto al 38 per cento delle persone senza acne. 

Grosso modo la stessa differenza è stata registrata per le bevande zuccherate (35.6% vs 31%), torte, pasticcini e cioccolato (37% vs 27.8%) e caramelle (29.7%vs 19.1%). 

Ci sono poi altre differenze statisticamente significative tra i due gruppi, con e senza acne: l’11 per cento delle persone con acne consuma proteine ​​del siero di latte contro il 7 per cento degli individui senza acne, e l'11,9 del primo gruppo assume steroidi anabolizzanti contro il 3,2 per cento del secondo senza acne.

Proseguendo nella ricerca delle discrepanze tra i due gruppi sono emersi altri sospetti fattori di rischio. L’inquinamento e lo stress sono elementi presenti in misura maggiore nelle persone con acne, così come le pratiche troppo aggressive di pulizia del viso. 

«L’acne è una delle ragioni più diffuse per cui le persone con problemi di pelle contattano un dermatologo. La gravità e la risposta al trattamento possono essere influenzate da fattori interni ed esterni, che chiamiamo esposoma. Per la prima volta, questo studio ci consente di identificare i più importanti fattori di esposizione ambientale relativi all'acne attraverso domande a pazienti prima di qualsiasi prescrizione terapeutica», ha spiegato Dréno, autrice dello studio. 

A sorpresa il fumo di sigarette, precedentemente considerato un potenziale elemento scatenante,  non sembrerebbe incidere sull’insorgenza dell’acne. 

«Comprendere, identificare e ridurre l'impatto dell'esposoma è importante per un'adeguata gestione della malattia in quanto può i fattori esterni possono avere un impatto sul decorso e sulla gravità dell'acne, nonché sull'efficacia del trattamento», conclude Dréno.