I ragazzi che vanno a dormire tardi sono più a rischio di sovrappeso

Il legame

I ragazzi che vanno a dormire tardi sono più a rischio di sovrappeso

di redazione

Si riconoscono tra un milione di ragazzi: la camminata da zombie, lo sguardo da jet lag perso nell’eco dei sogni, sbadigli impossibili da abortire, la testa che oscilla cercando di resistere alla tentazione di crollare sul banco. Sono gli adolescenti “gufi”, quelli che combattano con il perenne fuso orario della loro esistenza: notti insonni e sveglia alle 7.

Sì, perché la società viaggia a un ritmo che non è il loro. Per forza di cose sono costretti a rispettare certi orari, ma la fatica di colmare il gap si ripercuote sulla loro salute. 

I ragazzi che amano andare a dormire tardi, ma che devono svegliarsi presto sono più a rischio di malattie cardio-metaboliche dei loro coetanei “allodole” che vanno a letto presto e sono mattinieri. 

Lo ha dimostrato uno studio condotto da ricercatori del Massachusetts General Hospital for Children (MGHfC) e dell’Harvard Medical School che per la prima volta ha scelto di indagare l’associazione tra il cronotipo dei ragazzi e il rischio di obesità e di malattie cardiovascolari e e metaboliche. A differenza di altri studi sullo stesso argomento, i ricercatori non hanno preso in considerazione le ore effettivamente spese dormendo dei ragazzi, ma la loro naturale inclinazione rispetto al sonno, l’ora preferita a cui andare a dormire. 

«Al di là della quantità e della qualità, il timing è una componente vitale del sonno perché indica se l’orologio circadiano individuale è allineato con i ritmi delle attività quotidiane», ha spiegato Elsie Taveras, autore dello studio che è stato pubblicato su JAMA Pediatrics. 

I ricercatori hanno osservato i comportamenti e la salute di 804 bambini che facevano parte di uno studio, il Project Viva, iniziato 20 anni fa per valutare i fattori che influenzano la salute a lungo termine.  

Gli scienziati hanno diviso i partecipanti, tutti tra i 12 e i 17 anni di età, a seconda del cronotipo, mattiniero o nottambulo, tenendo in considerazione il “jet lag sociale”, ovvero le differenze tra le abitudini del sonno e gli orari scolastici. Scoprendo che gli “animali notturni” sono più esposti al rischio di sovrappeso, rispetto ai ragazzi allodole. Dall’analisi dei dati è emerso che i ragazzi che preferiscono andare a dormire tardi ma sono costretti a svegliarsi presto accumulano grasso sull’addome in quantità maggiore rispetto ai coetanei con abitudini opposte. 

«L’ampia variabilità dei modelli di sonno durante la settimana può mandare in tilt la normale fisiologia, causando obesità e rischio cardiometabolico. Il nostro studio sostiene l'importanza dell’orologio biologico nell'influenzare il rischio di obesità», scrivono gli autori. 

La vocazione nottambula non è rara tra i teenager. I ricercatori sono convinti che allineare l’orologio degli adolescenti con quello della società in cui vivono sia una mossa necessaria per ridurre il rischio di malattie metaboliche tra i giovani. Tutti dovrebbero fare la loro parte: i ragazzi devono sforzarsi di adottare orari più regolari, ma le scuole potrebbero posticipare l’orario di ingresso la mattina.