Scuola. L’attività fisica durante la lezione migliora le performance degli alunni

Corpo e mente

Scuola. L’attività fisica durante la lezione migliora le performance degli alunni

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Di modi per introdurre l’attività fisica nelle lezioni ce ne sono tanti. Il più semplice è dedicare una pausa ogni tanto a semplici esercizi di ginnastica: saltelli accompagnati da movimenti delle braccia, piegamenti sulle gambe, jogging sul posto
di redazione

Tra una tabellina e l’altra, una serie di flessioni, un po’ di squat, qualche saltello e una corsetta sul posto. Così si imparano meglio le moltiplicazioni. Vale anche per la storia, la geografia e tutte le altre materie: inserire nell’attività didattica ogni tanto un po’ di esercizio fisico migliora le performance scolastiche. Non c’è bisogno di andare in palestra e fare ginnastica, basta un po’ di moto restando in classe. Gli alunni che hanno la possibilità di sgranchirsi braccia e gambe durante la lezione ottengono voti più alti nelle verifiche rispetto ai coetanei che restano seduti al banco per tutta la giornata.   

Lo hanno dimostrato i ricercatori del Centre for Behavior Change dell’University College London che hanno trovato nella letteratura scientifica prove evidenti dei benefici sulla pagella delle “lezioni attive”. 

I ricercatori hanno passato in rassegna 42 studi condotti in diversi Paesi del mondo che raccoglievano nel complesso informazioni su più di 12mila studenti principalmente della scuola dell'infanzia e primaria. I risultati della review sono stati pubblicati sul British Journal of Sports Medicine

Dall’analisi dei dati è emerso che le pause “sportive” inserite nella lezione tradizionale servono più alla testa che al fisico. Non ci sforza tanto da ottenere una riduzione dell’indice di massa corporea, ma, a quanto pare, abbastanza da ricaricare il cervello. 

Dopo l’attività fisica, gli studenti prestano maggiore attenzione alle parole dell’insegnante e sono più concentrati sul compito. 

«Nei contesti delle scuole elementari e materne, quando sono state aggiunte al curriculum le lezioni intervallate da attività fisica hanno avuto un impatto positivo sia sull'attività fisica che sulle performance scolastiche. Questi risultati forniscono prove a sostegno di iniziative politiche che incoraggiano l'integrazione di lezioni fisicamente attive nell'insegnamento in ambito elementare e prescolare», scrivono i ricercatori.

Di modi per introdurre l’attività fisica nelle lezioni ce ne sono tanti. Il più semplice è quello di dedicare una pausa ogni tanto a semplici esercizi di ginnastica: saltelli accompagnati da movimenti delle braccia, piegamenti sulle gambe, un po’ di jogging sul posto. 

Ma gli insegnanti più fantasiosi potrebbero sfruttare il movimento come tecnica didattica. Quanto fa 3 per 3? Invece di rispondere a voce gli alunni potrebbero eseguire 9 saltelli. Qual è la capitale della Germania? La risposta potrebbe venire scritta su un foglio e consegnata correndo alla maestra.  «L’attività fisica fa bene alla salute dei bambini e il maggior contributo alla sedentarietà  è dato dalle sette o otto ore al giorno in cui trascorrono nelle aule. Il nostro studio dimostra che le lezioni fisicamente attive sono un'utile aggiunta al curriculum. Possono favorire la concentrazione, aiutando i bambini ad apprendere in modo più efficace», ha dichiarato Emma Norris a capo dello studio.