Stress: gli occhi dicono quando è il caso di fermarsi

A prima vista

Stress: gli occhi dicono quando è il caso di fermarsi

Regge lo stress o è meglio che si fermi? Lo si scopre guardando la pupilla, un indicatore affidabile e universale per misurare il benessere mentale di una persona impegnata in compiti multitasking. Che può evitare errori fatali

di redazione

Gli occhi sono lo specchio dello stress. È da questa considerazione che sono partite le ricerche di un gruppo di scienziati dell’Università del Missouri, desiderosi di individuare un sistema preciso e universale per misurare il livello di stress dei lavoratori impegnati in mansioni multitasking. E, di conseguenza, per evitare i tipici errori umani dovuti alla stanchezza che possono compromettere la sicurezza di tanti luoghi di lavoro. 

I ricercatori hanno sfruttato un sistema di monitoraggio dello stress usato alla Nasa sugli astronauti che consiste nell’osservazione dell’attività della pupilla. 

La tecnologia è stata messa alla prova in un esperimento all’interno di un  laboratorio dove è stata ricostruita nei minimi dettagli la stanza di controllo di una piattaforma di raffinazione di petrolio e gas. Grazie a sofisticati sistemi capaci di catturare i movimenti del corpo e degli occhi, gli scienziati hanno potuto cogliere segnali di stress nei partecipanti al test. 

Quando i compiti da eseguire erano semplici, gli occhi si muovevano in maniera prevedibile. Ma appena le richieste aumentavano di complessità e venivano introdotti degli imprevisti, i movimenti oculari diventavano più irregolari. L’esperimento è stato descritto su International Journal of Human-Computer Interaction

Gli scienziati hanno scoperto che un dato statistico, noto come dimensione frattale, riferito alla dilatazione della pupilla può essere considerato un valido indicatore del livello di stress di una persona impegnata contemporaneamente su più fronti. 

I ricercatori sperano che questo sistema di monitoraggio del benessere mentale dei lavoratori possa servire a evitare incidenti sul lavoro dovuti a un carico eccessivo di stress. Lo strumento potrebbe infatti in futuro contribuire a determinare il massimo livello di stress che una persona può tollerare prima che diventi troppo stanca e incapace di svolgere le mansioni in sicurezza. 

Sono gli occhi a dire come viene gestito lo stress.

«Sarebbe bello che le persone potessero sempre lavorare la meglio - hanno scritto i ricercatori - Ma quando si è stanchi si possono fare spesso degli errori. Così se possiamo monitorare il benessere mentale di un lavoratore, allora possiamo sperare di prevenire gli sbagli futuri». 

I ricercatori stanno pensando di integrare l’analisi delle pupille con altre misure biometriche come il battito cardiaco, i movimenti muscolari e i segnali cerebrali per avere una valutazione più completa delle condizioni mentali dei lavoratori in modo da stabilire quando è il caso che si fermino perché potenzialmente pericolosi.

«I risultati di questo studio - scrivono i ricercatori - hanno dimostrato che la dimensione frattale della dilatazione della pupilla potrebbe essere utilizzata come un nuovo indice fisiologico per misurare il carico di lavoro in un ambiente multitasking».