«Voglio il naso di Kate»

Bellezza

«Voglio il naso di Kate»

di redazione

Kate Middleton, icona di stile. Ma non solo per moda e portamento: sono sempre più numerose le donne chiedono di avere anche il suo naso, tanto da diventare nel Regno Unito la procedura estetica più richiesta fra la popolazione femminile.

Non meno sensibili sono le italiane: cresce in maniera esponenziale la “punta alla Kate” e il naso con profilo diritto o “aristocratico”, con picchi fino all’80%, a sfavore di nasini alla francese o riduzioni eccessive della gobba. 

Cambiano così anche i canoni estetici del naso: dai presupposti di rigidità, imposti dalla Scuola di Dallas (la più importante negli ultimi vent’anni in tema di chirurgia plastica) con punte triangolari, affilate e supportate da innesti strutturali (cartilaginei) prelevati dal setto nasale o dalle costole, si passa a una punta morbida, con contorni meno squadrati e una naturale flessibilità. 

E ai chirurghi estetici è toccato correre ai ripari, individuando procedure sempre più mini-invasive, con incisioni limitate, suture indirizzate solo ad alcune subunità estetiche e a microinnesti di cartilagine per ricreare un gioco di luci e ombre che renda la punta attraente. 

«Gli approcci mini-invasivi per il rimodellamento della punta hanno alle spalle uno studio preoperatorio estremamente sofisticato dell’anatomia e dell’estetica della punta, tale da permettere una valutazione con precisione millimetrica dei vari steps della procedura. Scopo è infatti ottenere risultati più soffici, con contorni meno squadrati che non alterino le strutture di supporto naturali della punta, ma che ricreino un gioco estetico di concavità e convessità (luci e ombre) che determina l’unicità della punta su un particolare viso», ha spiegato Pietro Palma, co-direttore della settima edizione dell’International Biennal Masterclass in corso a Milano.

«I risultati, nella stragrande maggioranza, sono positivi. Solo in casi di particolare complessità dell’intervento o di fenomeni imprevedibili nel postoperatorio richiedono una revisione a distanza. La percentuale di soddisfazione estetica con queste tecniche è molto buona, superiore ad ogni altra: gli interventi sono tutti graditi alle pazienti, con almeno l’80% classificabili come “totalmente graditi”, conclude Palma.

«Le procedure cosmetiche oggi attuate in rinoplastica consentono di ottenere risultati estetici naturali che si armonizzano con le fattezze del viso del paziente, migliorandone la bellezza complessiva», gli ha fatto eco Daniel Becker, professore di chirurgia plastica facciale presso la University of Pennsylvania.

«Questi esiti sorprendenti sono dovuti a un miglior intendimento del senso della bellezza di uno sguardo naturale, a una maggiore consapevolezza dell'anatomia del volto sottostante e dei suoi processi di guarigione, ma anche al miglioramento di attrezzature e tecniche chirurgiche divenute più raffinate. Progressi che hanno permesso ai chirurghi l’adozione di una chirurgia più fine, e ai pazienti di ottenere un risultato estetico migliore, con un recupero più rapido e una riduzione degli effetti collaterali. Sono sempre più rari in rinoplastica i casi di lividi anche solo dopo 5 giorni dall’intervento chirurgico», ha concluso il chirurgo americano.