Arriva in Italia il primo trattamento per l’asma grave eosinofilico refrattario nei bambini

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Arriva in Italia il primo trattamento per l’asma grave eosinofilico refrattario nei bambini

di redazione

L’Ema, l'Agenzia europea del farmaco, ha concesso l’estensione dell’indicazione di mepolizumab per il trattamento dell’asma grave eosinofilico refrattario nei bambini e adolescenti a partire dai sei anni di età. L’indicazione pediatrica (da 6 a 17 anni) è stata recepita dall'Aifa, l'Agenzia del farmaco italiana.

Mepolizumab è un anticorpo monoclonale attivo sull’Interleuchina-5 ed è il primo farmaco a ricevere l’approvazione dell'Aifa per questa patologia.

L’asma grave può comparire anche nei più piccoli: la malattia colpisce in media un bambino su duecento della popolazione pediatrica generale (e intorno al 5% della popolazione pediatrica asmatica).

Nel bambino di età superiore ai sei anni, «l’asma è definito come grave qualora richieda un trattamento continuativo con alto dosaggio di steroidi inalatori per almeno un anno – ricorda Gian Luigi Marseglia, presidente della Siaip (Società italiana di allergologia e immunologia pediatrica) - o un trattamento con steroidi sistemici e nonostante ciò i sintomi non siano controllati, o peggiorino allo scalare della terapia stessa. Bisogna fare attenzione quindi nella diagnosi, evitando di confondere la cosiddetta asma “difficile” da trattare: si stima che il 39-55% dei bambini con asma non controllato e classificato come “grave” abbia invece un’asma difficile da trattare».

«Occorre riconoscere l’asma grave, sviluppare un percorso di cura e inserire nella strategia terapeutica il farmaco biologico quando è indicato» sottolinea Giorgio Piacentini, professore di Pediatria all’Università di Verona. «In caso di asma grave eosinofilico, avere a disposizione un anticorpo monoclonale espressamente indicato per questa patologia significa poterla affrontare con efficacia e sicurezza» assicura.

Non controllare l’asma grave nel bambino significa anche «influire pesantemente sulla sua vita familiare, scolastica e sociale – osserva Mariangela Tosca, responsabile del Centro di Allergologia dell’Istituto Gaslini di Genova - e per questo è fondamentale che lo specialista approfondisca il quadro clinico, si accerti che esista un’adeguata aderenza alle terapie prescritte e in caso di loro inefficacia “fenotipizzi”, cioè individui il meccanismo che sta alla base della risposta immunologica alterata per identificare il farmaco biologico utile nel singolo caso».

La molecola viene prodotta nello stabilimento GSK di Parma, che serve 28 mercati e nel 2020 ha fornito 700 mila flaconi. «Quello di GSK con la pneumologia e l’allergologia italiana è un percorso lungo oltre cinquant'anni» ricorda Sara De Grazia, Medical Lead dell'azienda. «Mepolizumab è arrivato in Italia da circa quattro anni grazie al nostro impegno di offrire soluzioni terapeutiche innovative ai pazienti – aggiunge - cercando di soddisfare sempre di più i loro bisogni ed esigenze».