L’ascolto aiuta la cura e migliora la qualità di vita delle donne con tumore del seno

Riconoscimenti

L’ascolto aiuta la cura e migliora la qualità di vita delle donne con tumore del seno

di redazione

L’attenzione del medico alla relazione con il paziente non è solo una buona pratica dettata dalla deontologia professionale: quando il medico sa ascoltare, farsi capire e comprendere i bisogni, il paziente aderisce meglio alle terapie, la sua qualità di vita migliora e spesso anche la sopravvivenza aumenta. Accoglienza, chiarezza, positività sono i pilastri di ogni buona relazione di cura: questo il pensiero di Umberto Veronesi che Europa Donna Italia intende promuovere e diffondere tra i medici, in particolare quelli delle nuove generazioni, anche attraverso il “Riconoscimento Umberto Veronesi al Laudato Medico”.

Quest'anno sono giunte quasi 5 mila segnalazioni (4.968 per la precisione) di pazienti, con un aumento del 43% rispetto alla prima edizione. Giovedì 28 novembre a Milano sono stati proclamati i quattro specialisti che, nelle diverse categorie (oncologo, chirurgo, radioterapista e radiologo) hanno ricevuto il maggior numero di apprezzamenti per l’empatia e l’umanità dimostrate: Palma Fedele, dirigente medico dell'Unità di Oncologia medica all'ospedale Antonio Perrino di Brindisi; Giuseppe Di Martino, dirigente medico alla Chirurgia generale dell'Asp di Caltanissetta–Ospedale Vittorio Emanuele di Gela; Simona Cristallini, dell'ospedale San Luca di Lucca; Emanuela Garasto, ospedale San Paolo di Bari.

«La risposta è stata anche quest’anno superiore alle aspettative – commenta Rosanna D’Antona, presidente di Europa Donna Italia - e questa conferma da parte delle pazienti ci incoraggia nella scelta di perpetuare, attraverso questa iniziativa, una parte essenziale dell’insegnamento di Umberto Veronesi».

«Creare da subito un buon rapporto con il paziente, entrando in empatia con lui, è fondamentale» dice Paolo Veronesi, presidente della Fondazione Umberto Veronesi, e «la prima cosa da fare è ascoltarlo. Il medico deve saper ascoltare attraverso domande mirate, senza essere pressante, per instaurare un dialogo sereno che permetta di comprendere a fondo la persona che si ha di fronte e sapere quale percorso proporre»

Anche quest’anno il “Riconoscimento Umberto Veronesi al Laudato Medico” è sostenuto in modo incondizionato da Fondazione MSD che, assicura il direttore, Goffredo Freddi, «è orgogliosa di confermare il sostegno a questo bellissimo progetto che incarna uno dei principi fondanti del proprio agire: la centralità della persona e il “potere” di una relazione di cura empatica, attenta, umana. Oggi gli straordinari progressi nelle terapie, legati soprattutto alla possibilità di tipizzare il tumore e all’avvento dell’immunoterapia, rendono possibile una vera e propria rivoluzione nei paradigmi di cura, che, tuttavia – conclude - potrà essere tale solo se alla sempre più sofisticata capacità di comprendere e curare la malattia, si affiancherà la medesima capacità di comprendere che tipo di persona ha quella malattia».