Basta liti tra pazienti e medici: si faccia una legge per l'Arbitrato della salute

La proposta

Basta liti tra pazienti e medici: si faccia una legge per l'Arbitrato della salute

di redazione

Un organismo indipendente e imparziale che risolva le controversie tra pazienti e medici. Questo è, in sintesi, l'Arbitrato delle salute proposto dal Gruppo Consulcesi, network legale in ambito sanitario, di cio si è discusso giovedì 7 febbraio in un incontro a Roma.

Nei tribunali italiani sono in corso 300 mila cause contro medici e strutture sanitarie, con una media di 35 mila nuove cause che vengono intentate ogni anno. I dati, però, dicono che la quasi totalità (95%) dei procedimenti penali per lesioni personali colpose a carico di esercenti le professioni sanitarie si conclude con un proscioglimento. Non senza conseguenze, anche molto pratiche: partendo da una richiesta risarcitoria media di 100 mila euro, infatti, per una causa civile servono più di 50 mila euro e se invece si tratta di penale ne sono necessari poco meno di 40 mila. In entrambi i casi, sono costi da intendersi per ciascuna delle parti coinvolte nel procedimento.

D'altra parte, la Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari rilevò che il 78,2% dei medici ritiene di correre un maggiore rischio di procedimenti giudiziari rispetto al passato; il 68,9% pensa di avere tre probabilità su dieci di subirne; il 65,4% ritiene di subire una pressione indebita nella pratica quotidiana a causa della possibilità di subire un processo.

Partendo dall’analisi statistica del contenzioso legale medico-paziente, il Gruppo Consulcesi propone appunto di istituire un luogo di confronto, e non di contrapposizione, per la risoluzione delle controversie: l’Arbitrato della salute.

Della proposta nell'incontro romano hanno parlato, tra gli altri, il sottosegretario alla Salute, Armando Bartolazzi, il presidente della Commissione Sanità del Senato, Pierpaolo Sileri, il presidente Fnomceo, Filippo Anelli, il vicesegretario generale di Cittadinanzattiva, Francesca Moccia, e la vicepresidente della Fnopi, Ausilia Pulimeno.

«Da imprenditore “migrante” europeo, da anni all’estero – osserva Massimo Tortorella, presidente del Gruppo Consulcesi - ho avuto esperienze dirette insieme alla mia famiglia di come funzionano e non funzionano gli altri sistemi sanitari nazionali. E pur avendo come termini di paragone Paesi ricchi e all’avanguardia, come ad esempio Inghilterra e Svizzera, posso tranquillamente affermare che i nostri medici e tutti gli altri operatori sanitari siano i migliori. Il problema è – prosegue - che in Italia i professionisti della sanità devono confrontarsi tutti i giorni con la paura. La paura delle aggressioni, delle denunce e della conseguente gogna mediatica, economica e professionale che deriva da liti temerarie. Perché di liti temerarie si tratta, visto che il 95% di queste cause finisce in un nulla di fatto. Per questo, dopo aver messo tutti attorno allo stesso tavolo anche Cittadinanzattiva, il più autorevole rappresentante dei pazienti – conclude Tortorella – facciamo appello alle Istituzioni affinché si istituisca l’Arbitrato della salute attraverso un apposito disegno di legge».

Si tratterebbe di un organismo indipendente e imparziale, sia nello svolgimento delle sue funzioni che nell’adozione delle decisioni, in cui andrebbero recepite le istanze che riguardano l’attività sanitaria, pubblica e privata, fornita alla cittadinanza, comprese le modalità relative al suo concreto svolgimento e le possibili controversie che possano insorgere fra il personale sanitario, le strutture e i pazienti, relativamente a casi con responsabilità medico-sanitaria, senza alcun limite nell’entità del risarcimento.