«È colpa del sonnifero se ho postato tweet razzisti». La risposta dell'azienda è epica

Il caso

«È colpa del sonnifero se ho postato tweet razzisti». La risposta dell'azienda è epica

«Il razzismo non è tra gli effetti collaterali». Così Sanofi risponde all’attrice Roseanne Barr
redazione

roseanne.jpg

Il razzismo non rientra tra gli effetti collaterali del farmaco. Così Sanofi manda in frantumi l’alibi dell’attrice Roseanne Barr, protagonista di una sit com americana, autrice di tweet razzisti contro una consigliera di Obama

Tutti i farmaci hanno effetti collaterali, ma il razzismo non è tra questi. Così, con un laconico tweet,  la casa farmaceutica Sanofi demolisce l’alibi dell’attrice Roseanne Barr: le sue offese razziste rivolte a Valerie Jarrett, una consigliera dell’ex presidente americano Barack Obama, sono farina del suo sacco e non una conseguenza indesiderata del sonnifero Ambien (Zolpidem) prodotto dalla farmaceutica.

Roseanne Barr è la protagonista della sit com americana “Roseanne” (in Italia “Pappa e ciccia”) che, dopo aver pubblicato una serie di tweet razzisti, si è vista annullare il suo show dalla rete televisiva Abc: «Il tweet di Roseanne è aberrante, ripugnante e non in linea con i nostri valori, quindi abbiamo deciso di cancellare lo show», ha annunciato in una nota Channing Dungey, il presidente di Abc Entertainment.

Per giustificarsi, l’attrice ha tirato in ballo il suo sonnifero: «Erano le due del mattino e stavo twittando sotto l’effetto di Ambien». 

E così il farmaco in questione, un medicinale per la cura dell’insonnia il cui principio attivo è Zolpidem, è diventato in un attimo il vero protagonista della vicenda sui social network.

I giornalisti americani, poi, hanno voluto essere scrupolosi e sono andati a chiedere agli esperti se ci fosse qualche remota possibilità che le azioni di Roseanne Barr fossero imputabili al farmaco di Sanofi. Così ha fatto la Cnn, per esempio, interrogando Nancy Collop, a capo dell’ Emory Sleep Center di Atlanta: «Scrivere un tweet coerente non è il genere di cose che si vede fare durante comportamenti anomali del sonno. Non direi che è impossibile, ma penso che i suoi commenti razzisti del passato suggeriscono che ci sia stata una decisione consapevole non correlata all’uso del farmaco». 

Gli altri esperti contattati dalla Cnn sono grosso modo dello stesso avviso. C’è chi dice di aver osservato pazienti scrivere messaggi senza senso o frasi coerenti di cui però non restava traccia nella loro memoria. 

«Ambien non induce a scrivere tweet razzisti - ha dichiarato alla Cnn Rachel Salas, docente di neurologia al dipartimento del sonno della Johns Hopkins Medicine - Ma è possibile che qualcuno possa scrivere messaggi o tweet sotto l’effetto del farmaco e poi non ricordarsene». 

Non è la prima volta che le celebrità del piccolo e grande schermo ricorrono ad Ambien per giustificare i loro comportamenti sopra le righe. Nella lista ci sono già Charlie Sheen e John Stamos. 

E il presunto cambio di personalità indotto dal sonnifero è stato anche usato come strategia difensiva nelle aule di tribunale. Nel 2010 un uomo accusato di aver interrotto un volo trans-Atlantico minacciando di far esplodere una bomba ha tentato di convincere i giudici che stava agendo sotto l’effetto del sonnifero. Ma all’epoca dei fatti la sua tesi venne confutata dai medici legali: «Da chi è in preda alla confusione mentale dovuta ad Ambien non ci si aspetta di sentire commenti coerenti con il contesto e l’ambiente in cui ci si trova - ha dichiarato alla Cnn Michel Cramer Bornemann a capo del Sleep Forensics Associates - In questo caso, un uomo a bordo di un aeroplano che parla di falsi passaporti, bombe, dinamite ed esplosioni, sembrerebbe a prima vista non compatibile con gli affetti collaterali noti di Ambien». 

Insomma, tra gli effetti indesiderati del farmaco, in casi rarissimi ci si può aspettare una voglia irrefrenabile di cibo o di sesso, un discorso sconnesso, azioni strampalate di cui pi ci si dimentica, anche delle allucinazioni. Gli insulti di Roseanne Barr a Valerie Jarrett non sembrano rientrare in questa casistica.