Convivere con l’autismo: una casa “didattica” per cominciare

Il progetto

Convivere con l’autismo: una casa “didattica” per cominciare

di redazione

Quattro appartamenti strutturati come una normale abitazione e progettati per accogliere l’intero nucleo familiare di bambini e giovani con diagnosi di disturbi dello spettro autistico per un periodo di tempo limitato (circa una settimana). Arredati con particolari accorgimenti autism-friendly, dotati di strumenti di domotica. Ma hanno in più un sistema di videoregistrazione da remoto per monitorare, ascoltare e capire i comportamenti di genitori e figli. E poi intervenire per spezzare i comportamenti disadattivi.

È il progetto Blu Home realizzati nella sede di Sacra Famiglia nel quartiere Casbeno a Varese che ospiterà le prime famiglie a partire da settembre. Il progetto è unico in Europa ed è stato possibile grazie al sostegno di Fondazione Vodafone, Fondazione Pasquinelli, Spazio Blu e Harmonie Care.

«Non c’è un autismo uguale all’altro e quindi non c’è un intervento esclusivo e standardizzato da attuare. La sfida che ci siamo posti pensando al progetto Blu Home è stata quella di intervenire in modo personalizzato per sviluppare le abilità di base del bambino nella quotidianità», spiega Lucio Moderato, direttore dei servizi innovativi per l’autismo di Fondazione Sacra Famiglia.

Immagine: © Fondazione Istituto Sacra Famiglia

«Quale luogo interpreta la quotidianità meglio della casa? Educando, abilitando e assistendo è infatti possibile migliorare la qualità di vita dei bambini con autismo e delle loro famiglie, consentendo loro di vivere una vita quanto più possibile vicina alla normalità. Questo è il principio del modello Superability che sta alla base del progetto Blu Home».

Durante il periodo di abilitazione intensiva un’équipe di professionisti formata da uno psicologo e da un educatore di Fondazione Sacra Famiglia accoglie l’intero nucleo familiare all’interno dell’appartamento, monitora da remoto la routine di vita attraverso un sistema di telecamere nascoste, senza alcun intervento. In seguito, alla famiglia viene richiesto lo svolgimento di alcune attività, guidate attraverso l’utilizzo di auricolari con cui ricevono istruzioni e indicazioni dagli educatori che si trovano nella “control room”. Questo consente di correggere eventuali errori e suggerire strategie alternative per intervenire sui comportamenti disadattivi. L’obiettivo è quello di far acquisire sia al bambino sia ai genitori e ai fratelli abilità, competenze e nuove abitudini positive da mettere in pratica nella vita di tutti i giorni.

I risultati sono significativi: grazie agli interventi del metodo Superability, che promuovono l’autonomia e l’indipendenza nella persona con autismo, i bambini e ragazzi seguiti dall’équipe di Fondazione Sacra Famiglia hanno sviluppato maggiori capacità di socializzazione (pari al 36%), un incremento del 44% delle abilità cognitive e del 30% in quelle di comunicazione.