Coronavirus: i casi continuano a calare, ma abbiamo rinunciato al tracciamento

Monitoraggio GIMBE

Coronavirus: i casi continuano a calare, ma abbiamo rinunciato al tracciamento

di redazione

La pandemia continua a rallentare. Nella settimana tra il 9 e il 15 giugno si è registrato un ulteriore riduzione di tutti gli indicatori: i nuovi casi sono stati 11.440 a fronte dei 15.288 della settimana precedente; i decessi 411  (469 nella settimana precedente), gli attualmente positivi 105.906 (VS 181.726), le persone in isolamento domiciliare 102.069 (176.353), i ricoveri con sintomi 3.333 (4.685) e le terapie intensive 504 (688). 

Sono i dati salienti del monitoraggio settimanale della Fondazione GIMBE.

«Da 13 settimane consecutive si registra una discesa dei nuovi casi settimanali. Se la costante riduzione del rapporto positivi/casi testati attesta una ridotta circolazione del virus, la progressiva diminuzione dell’attività di testing sottostima il numero dei nuovi casi e documenta la mancata ripresa del tracciamento dei contatti, fondamentale in questa fase della pandemia», dichiara il presidente della Fondazione GIMBE Nino Cartabellotta. «Nelle ultime 5 settimane, infatti, il numero di persone testate si è ridotto del 31,5%, scendendo da 3.247.816 a 2.223.782, con una media nazionale di 132 persone testate/die per 100.000 abitanti e rilevanti e ingiustificate differenze regionali».

«La costante riduzione dei pazienti ospedalizzati ha portato l’occupazione dei posti letto da parte dei pazienti COVID al 6% sia in area medica che in terapia intensiva, con tutte le Regioni ampiamente sotto le soglie di allerta» ha aggiunto Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione GIMBE. «In dettaglio, dal picco del 6 aprile i posti letto occupati in area medica sono scesi da 29.337 a 3.333 (-88,6%) e quelli in terapia intensiva da 3.743 a 504 (-86,5%)». 

«Gli ingressi giornalieri in terapia intensiva – ha proseguito Marco Mosti, direttore operativo della Fondazione GIMBE – in calo da 10 settimane consecutive sono ora stabili con una media mobile a 7 giorni di 22 ingressi al giorno».

Per quel che concerne i vaccini, al 16 giugno (aggiornamento ore 6.11), poco più del 50 per cento della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino (29.949.601) e il 24,4 per cento ha completato il ciclo vaccinale (n. 14.467.292). Nell’ultima settimana sono state raggiunte 3.892.072 milioni di somministrazioni, con una media mobile a 7 giorni di 537.765 mila inoculazioni al giorno.

Se i numeri delle vaccinazioni sono in etto miglioramento, restano tuttavia ancora diversi nodi da sciogliere per quanto riguarda la copertura delle categorie prioritarie. 

Tra gli over 80, l’85,4 per cento ha il ciclo vaccinale e il 7,8 per cento ha ricevuto solo la prima dose. Nella fascia di età tra i 60 e i 79 anni, tuttavia, la vaccinazione completa crolla al 35-40 per cento. 

Nella popolazione di età superiore ai 60 anni, dunque, 2,66 milioni di cittadini non hanno ancora ricevuto nemmeno la prima dose di vaccino e 6,2 milioni devono completare il ciclo vaccinale.