Covid-19, sono partiti per l’Africa i farmaci antivirali promessi. Ma non bastano

Meglio tardi che mai

Covid-19, sono partiti per l’Africa i farmaci antivirali promessi. Ma non bastano

100mila cicli di Paxlovid sono partiti per 9 Paesi dell’Africa. Non basteranno a soddisfare la domanda, quindi bisognerà individuare bene le priorità. L’altra sfida sarà potenziare la strategia test and treat. Il farmaco è efficace nei primi 5 giorni dall’infezione. Servono diagnosi precoci

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Immagine: USAID U.S. Agency for International Development / Flickr [CC BY-NC 2.0]
di redazione

La donazione iniziale è di 100mila cicli di Paxlovid il farmaco orale anti-Covid indicato nella fase iniziale della malattia. I destinatari sono 9 Paesi a basso e medio reddito dell’Africa sub-sahariana e il Laos. In seguito verranno coinvolte altre nazioni e verranno distribuiti altri tipi di farmaci, comprese le versioni generiche delle terapie. È quanto prevede il Covid Treatment Quick Start Consortium che ha pianificato per la fine di settembre di riuscire a trattare le prime persone in Africa con l’antivirale Paxlovid prodotto da Pfizer.

L’iniziativa è sostenuta da una serie di associazioni senza scopo di lucro come la Clinton Health Access Initiative, Americares e COVID Collaborative, insieme alla Duke University di Durham, nella Carolina del Nord, e altri partner.

È un primo passo, ma non basta a rispondere alla domanda di antivirali dei Paesi a basso e medio reddito che finora non hanno potuto accedere ai trattamenti che proteggono dal Covid grave le persone a rischio. Intanto va ricordato che il problema in Africa non si risolve semplicemente inviando i farmaci. Il Paxlovid, per essere efficace, deve essere somministrato nei primi cinque giorni dall’infezione, il che significa poter contare su diagnosi precoci garantite dalla facilità di accesso ai test, una condizione difficile da ottenere nei Paesi dell’Africa sub-sahariana.  Una delle sfide per il consorzio sarà proprio quella di potenziare la strategia del “test and treat” in zone dove mancano o scarseggiano strutture sanitarie dotate dell’attrezzatura necessaria. 

L’altra questione da affrontare è stabilire a chi dare la priorità. La quantità delle scorte donate è limitata e si deve far di tutto perché raggiungano chi ne ha più bisogno. In Zambia, uno dei dieci Paesi coinvolti nel progetto Quick Start, i funzionari della sanità pubblica stanno valutando il modo migliore per distribuire le limitate forniture di Paxlovid. L’idea è quella di partire da aree con alti tassi di infezione da Covid-19 e dalle aree rurali con maggiori difficoltà di accesso alle terapie. 

Il consorzio prevede di espandere in futuro il programma a più Paesi e di passare alla versione generica economica di Paxlovid che però non sarà disponibile prima dell’inizio del 2023. Pfizer ha accettato di concedere in licenza la sua proprietà intellettuale ai produttori di farmaci generici per assicurare il trattamento a 95 Paesi a basso e medio reddito. La trattativa condotta dalla Clinton Health Access Initiative si è conclusa con l’accordo sul prezzo massimo di 25 dollari per ciclo di trattamento per i farmaci generici.

Pfizer ha anche firmato un accordo l'Unicef, in cui si impegna a fornire  fino a 4 milioni di cicli di Paxlovid al prezzo di produzione ai Paesi a basso reddito.

La carenza di farmaci antivirali non riguarda solo l’Africa.  Il mese scorso, l'Unicef ha inviato in Cambogia una prima spedizione di un di Lagevrio (molnupiravir), un altro farmaco antivirale prodotto da Merck e Ridgeback Therapeutics. Resta anche in questo caso la difficoltà di assicurare la somministrazione precoce del farmaco (entro 5 giorni dall’infezione) ma in più c’è il problema di superare una comprensibile diffidenza delle donne sulla sicurezza del trattamento dato che ne viene consigliato l’uso abbinato a un contraccettivo in caso di una gravidanza pianificata. 

Ma il principale punto interrogativo è un altro. L'interesse globale nel garantire l'accesso ai trattamenti Covid-19 resterà vivo anche in questa fase di discesa della pandemia nei paesi ricchi? Cosa accadrà ai Paesi poveri quando il Covid smetterà di essere una priorità dei Paesi ricchi?