Covid. Ancora conferme per remdesivir: accelera la guarigione e previene la progressione della malattia verso forme più gravi

Farmaci

Covid. Ancora conferme per remdesivir: accelera la guarigione e previene la progressione della malattia verso forme più gravi

di redazione

L’aggiunta dell’antivirale remdesivir al trattamento standard contro Covid-19 riduce di un terzo la durata della malattia, riduce il rischio di progressione verso forme più severe e ha un effetto di riduzione sulla mortalità.

Sono i risultati principali del trial clinico ACTT-1 pubblicati sul New England Journal of Medicine. Lo studio è un trial clinico di fase III, in doppio cieco, che ha valutato l’efficacia dell’aggiunta di remdesivir allo standard di cura nei pazienti ricoverati con COVID-19 lieve e moderato o grave. 

Il trial ha evidenziato che al giorno 29 dall’inizio del trattamento, i pazienti che avevano ricevuto remdesivir hanno ottenuto il recupero clinico cinque giorni prima rispetto a quelli che avevano ricevuto il placebo, con un tempo mediano di recupero di 10 giorni con remdesivir e di 15 giorni con placebo. Questo risultato è stato più pronunciato nei pazienti che richiedevano il supporto con ossigeno all’inizio dello studio. In particolare, in questo gruppo di pazienti il recupero clinico avveniva sette giorni prima rispetto a quelli che avevano ricevuto placebo, con un tempo mediano di recupero di 11 giorni con remdesivir e di 18 giorni con il placebo.

Inoltre, pazienti che avevano ricevuto remdesivir hanno avuto il 50% di probabilità in più di migliorare entro il giorno 15 rispetto a quelli che avevano ricevuto il placebo, e l’effetto è stato mantenuto fino al giorno 29. Il beneficio di remdesivir è stato maggiore quando il farmaco è stato somministrato entro 10 giorni dall’insorgenza dei sintomi, sebbene un beneficio sia stato osservato anche nella maggior parte degli intervalli di durata dei sintomi.

Il trial ha evidenziato anche una tendenza verso una riduzione della mortalità  al giorno 15 (6,7% contro 11,9%) e al giorno 29 (11,4 % contro 15,2%) nei pazienti trattati con remdesivir rispetto al placebo. 

Considerando la varietà della gravità della malattia nella popolazione complessiva dello studio, un’analisi post-hoc ha valutato se erano presenti differenze di mortalità in base allo stato clinico al basale dei pazienti, e per capire meglio in quale tipologia di pazienti remdesivir potesse produrre il massimo beneficio.

In questa analisi, i pazienti che necessitavano di ossigenoterapia a basso flusso al basale e che avevano ricevuto remdesivir hanno ottenuto una riduzione più marcata della mortalità: 3,1% contro 10,5% al giorno 15 e una 4% contro 13% al giorno 29. La differenza di mortalità in altri sottogruppi sulla base dello stato clinico al basale non è stata statisticamente significativa.

«I risultati dello studio ACTT-1 dimostrano che, nei pazienti ospedalizzati con polmonite da COVID-19, remdesivir è il primo farmaco antivirale a essere significativamente associato a un tempo di recupero più breve – cinque giorni prima per tutti i pazienti e sette giorni prima per i pazienti più gravi – e al contempo a una minore progressione verso la ventilazione meccanica», ha affermato il principal investigator dello studio Andre Kalil professore di Medicina Interna e direttore del Programma di Malattie Infettive da Trapianto presso il Centro Medico dell’Università del Nebraska. «In base all’esperienza clinica, abbiamo osservato che la risposta del paziente e il rischio di mortalità differiscono in tutto lo spettro della malattia. Grazie a questa analisi post-hoc della mortalità per sottogruppi, i dati di cui disponiamo ora suggeriscono che somministrare remdesivir a pazienti in ossigenoterapia può ridurre in modo significativo le probabilità di morte rispetto ad altri sottogruppi. Questi dati forniscono ai medici informazioni importanti, che li aiutano a ottimizzare l’approccio terapeutico al paziente».

Il trattamento ha mostrato inoltre altri vantaggi del trattamento con remdesivir: il tempo alla dimissione, l’uso di ossigeno e l’incidenza e la durata del nuovo uso di ossigeno o di altro supporto respiratorio. I pazienti in trattamento con remdesivir presentavano inoltre un rischio ridotto di progressione della malattia con una media di 13 giorni con supporto di ossigeno rispetto ai 21 giorni dei pazienti a cui era somministrato il placebo e un rischio inferiore di necessitare di nuova ventilazione o ECMO (13% contro 23% dei pazienti con placebo).