Crio-ablazione con Polarx per la prima volta a sud del Rubicone

Nuove tecniche

Crio-ablazione con Polarx per la prima volta a sud del Rubicone

di redazione

Per la prima volta nel Centro-Sud è stata effettuata la procedura di crio-ablazione con il nuovo sistema POLARx nei pazienti affetti da fibrillazione atriale. L'intervento è avvenuto l'1 ottobre presso la Casa di Cura “San Michele” di Maddaloni, in provincia di Caserta.

Spesso asintomatica, la fibrillazione atriale, è uno dei disordini più frequenti del ritmo cardiaco ed è riconducibile a un’attività elettrica caotica nelle camere superiori del cuore (atri) che dà origine, in molti casi, a ictus. Per chi soffre di questa patologia, il rischio ictus è di 3-5 volte superiore rispetto ad altri pazienti; lo stroke colpisce ogni anno 200 mila italiani e rappresenta tuttora la prima causa di morte e la terza di invalidità. Di fibrillazione atriale soffrono, in Europa, 8,8 milioni di persone .

«I primi trattamenti per contrastare la fibrillazione atriale – spiega Antonio De Simone, responsabile del Servizio di Elettrofisiologia ed elettrostimolazione della Clinica – sono, in genere, farmacologici. In caso di terapia antiaritmica inefficace, si deve ricorrere alla procedura nota come “ablazione cardiaca”». Questa tecnica va eseguita per via transvenosa (quindi nessun intervento chirurgico) ed è finalizzata a cicatrizzare e distruggere il tessuto che causa il battito anomalo o lo diffonde. «L’innovazione tecnologica e la continua valutazione degli esiti sulle terapie – aggiunge De Simone - hanno affiancato alla classica tecnica della radiofrequenza la tecnica della crioablazione, procedura che attraverso un catetere a palloncino inserito attraverso la vena femorale permette di registrare i segnali elettrici anomali e congelare il tessuto cardiaco intorno alle singole vene polmonari, individuate come causa principale dell’aritmia, con una sola erogazione di crioenergiaı»

Sulla base di studi clinici internazionali, il sistema POLARx si è dimostato, a detta di De Simone, «migliorativo per la facilità di utilizzo associata a ridotta incidenza di complicanze, consentendo il posizionamento del catetere in tempi estremamente rapidi e permettendo di ridurre, in modo significativo, sia la durata procedurale che i tempi di degenza».