Diventare grandi è ancora più difficile se si ha il diabete

Transizioni

Diventare grandi è ancora più difficile se si ha il diabete

redazione

Cosa succede a un paziente con diabete di tipo 1 quando entra nell’età adulta Quali sono le sfide che deve affrontare? E come più il servizio sanitario e i servizi di diabetologia accompagnarlo al meglio in questo difficile momento di transizione?

Sono alcune delle domanda a cui ha cercato di rispondere il forum “Insieme per il diabete”, promosso da Diabete Italia con l’Intergruppo parlamentare “Qualità di vita e diabete” e il supporto di Sanofi.

«Per il giovane adulto affetto da diabete di tipo 1 il periodo della transizione dal centro diabetologico pediatrico a quello dell’adulto è una fase molto delicata che si inserisce in un momento della vita già caratterizzato da cambiamenti psico-fisici molto impattanti», ha spiegato la vicepresidente di Diabete Italia Concetta Suraci. «Per questo è necessario che le aree della diabetologia pediatrica e dell'adulto siano fra di loro collegate, in particolare proprio al momento della transizione, preferibilmente con percorsi diagnostici, terapeutico e assistenziali (PDTA) specifici, come suggerito dal Piano Nazionale della malattia Diabetica che prevede il coinvolgimento di gruppi di lavoro multi-professionali, anche se purtroppo ancora oggi solo in poche regioni sono stati attivati».

«Questa iniziativa ha permesso di ascoltare sul territorio le associazioni di pazienti, gli specialisti, le istituzioni nazionali e locali, raccogliendo così tante buone pratiche che possano fare scuola», hanno aggiunto Lorenzo Becattini e Luigi D’Ambrosio Lettieri, presidenti dell’Intergruppo “Qualità di vita e diabete.”. «In questa legislatura abbiamo fatto dei passi in avanti importanti. Nei giorni scorsi abbiamo presentato due interrogazioni: alla Camera sul tema della transizione, incoraggiando il Governo a far sì che in ogni Regione questa fase sia curata nel miglior modo possibile; al Senato sulla dispensazione dei farmaci innovativi, chiedendo di intervenire subito e con interventi efficaci per consentire una rapida revisione dei percorsi assistenziali in modo da assegnare un ruolo maggiore ai medici di medicina generale, sia nel campo della formazione che nella capacità prescrittiva dei farmaci incretico-mimetici, nonché di presa in carico di malati cronici, in particolare diabetici».

«Il percorso di confronto da noi promosso in varie tappe su tutto il territorio nazionale», ha commentato Alexander Zehnder, presidente e amministratore delegato di Sanofi. «È stato un’importante opportunità di ascolto di quelle che sono le esigenze del giovane con diabete. È anche da questo che traiamo risposte e iniziative concrete che rappresentino un reale beneficio in termini di consapevolezza e di qualità di vita, nonostante la patologia».