Epatiti acute nei bambini, oltre mille casi nel mondo. Le cause restano sconosciute

Il rapporto

Epatiti acute nei bambini, oltre mille casi nel mondo. Le cause restano sconosciute

È stato pubblicato il rapporto aggiornato dell’Oms sulle epatiti acute nei bambini a eziologia sconosciuta. I casi segnalati sono circa mille, ma potrebbero essere sottostimati. Il rischio a livello globale viene valutato “moderato” e non “lieve”. Soprattutto perché ancora non se ne sa nulla

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Immagine: © Organizzazione Mondiale della Sanità
di redazione

Le cause sono ignote o, per usare la terminologia scientifica, l’eziologia è sconosciuta.  Gli oltre mille casi di epatite acuta nei bambini (1.010 per la precisione) registrati nel mondo, tra cui risultano 22 decessi, restano ancora un mistero. Si sa per certo che non sono causati dai virus dell’epatite A ed E. Neanche i dati possono essere considerati del tutto affidabili, alcuni casi possono infatti sfuggire alla diagnosi (più probabile) e altri possono essere attribuiti per errore alla categoria in questione (più difficile). Tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità nel suo ultimo rapporto aggiornato all’8 luglio continua a parlare di 1.010 casi “probabili”, 90 in più rispetto al bollettino del 24 giugno. 

Altri due nuovi Paesi, Lussemburgo e Costa Rica, hanno segnalato casi di epatite acuta nei bambini. 

Tra il 5 aprile (quando l'epidemia è stata inizialmente rilevata) e l'8 luglio 2022, 35 paesi in cinque regioni dell'OMS hanno segnalato 1010 casi probabili e 22 decessi. Dei casi probabili, 46 (5%) bambini hanno avuto necessità di un trapianto. Quasi la metà (48%) dei casi è stata segnalata dalla regione europea dell’OMS, il 27 per cento dei casi globali dal Regno Unito. Segue la regione delle Americhe, con 435 casi di cui, 334 casi (il 33% dei casi globali) negli Stati Uniti. 

Ipotesi sulle cause 

I test eseguiti sui pazienti hanno escluso la presenza dei virus dell’epatite A ed E. In alcuni casi sono stati rilevati adenovirus e Sars-CoV-2 ma non è stato possibile stabilire se fossero i responsabili della malattia del fegato. 

L'adenovirus continua ad essere l'agente patogeno più frequentemente rilevato tra i casi con dati disponibili. Nella regione europea, l'adenovirus è stato rilevato nel 52 per cento dei casi testati, in Giappone, nel 9 per cento. Ma, visto che normalmente gli adenovirus non finiscono nel monitoraggio epidemiologico standard, è difficile rendersi conto se il dato è anomalo o se rientra in una casistica attesa. 

Le caratteristiche epidemiologiche

Per la maggior parte, i casi non sono epidemiologicamente correlati. 

Dei 479 casi di cui sono disponibili informazioni su genere ed età dei pazienti, il 48 per cento è di sesso maschile e la maggior parte ha un’età inferiore ai sei anni. 

I sintomi sono stati riportati nel dettaglio solo in 100 casi. Le manifestazioni riportate sono nausea o vomito (60% dei casi), ittero (53% dei casi), debolezza generale (52% dei casi) e dolore addominale (50% dei casi). L’intervallo di tempo tra la comparsa dei sintomi e il ricovero è in media di quattro giorni. 

Il livello di rischio

L’Oms considera “moderato” e non “lieve” il rischio a livello globale considerando che l'eziologia dell’epatite acuta rimane sconosciuta ed è ancora oggetto di studio, che le informazioni epidemiologiche, di laboratorio, istopatologiche e cliniche disponibili sono limitate, che il numero effettivo di casi potrebbe essere sottostimato, in parte a causa dei limitati sistemi di sorveglianza, che non è nota la possibile modalità di trasmissione. Sebbene non ci siano state finora segnalazioni di infezioni tra gli operatori sanitari che hanno assistito i pazienti, la trasmissione da uomo a uomo non può essere esclusa. 

Misure precauzionali 

In attesa di scoprire le cause dell’epatite nei bambini, l’Oms consiglia alcune strategie generali di prevenzione e controllo delle infezioni che in parte sono quelle già indicate per proteggersi da Covid, tra cui: lavare frequentemente le mani con acqua e sapone, evitare gli spazi affollati e mantenere le distanze dagli altri, garantire una buona ventilazione all’interno dei luoghi chiusi, indossare la mascherina  quando necessario. In cucina bisogna seguire le 5 regole del cibo sicuro: lavarsi le mani prima e dopo il contatto con il cibo,  separare gli alimenti crudi e da quelli cotti, cuocere bene, mantenere il cibo a temperature sicure e  utilizzare acqua e materie prime sicure.