Esercito in campo contro la thalassemia

Protocollo d’intesa

Esercito in campo contro la thalassemia

di redazione

Sensibilizzare i militari dell’area di responsabilità delle Forze operative Sud (Comfop Sud) sulla tutela della salute e il benessere dei pazienti affetti da emoglobinopatie.

È questo, in sintesi, lo scopo del Protocollo d’intesa firmato martedì 23 febbraio a Napoli tra il Comfop Sud e la Fondazione Leonardo Giambrone. Il documento è stato firmato dal Comandante del Comfop Sud, generale di Corpo d’armata Giuseppenicola Tota, e da Angela Iacono, legale rappresentante della Fondazione.

Nell'occasione è stata anche effettuata una donazione volontaria di sangue a titolo volontario da parte del personale militare e civile del Comfop Sud, grazie alla presenza di una autoemoteca attiva per la circostanza.

Il generale Tota ha evidenziato l’importanza di accordi come quello siglato, utili per le persone affette da patologie che richiedono continue cure e come l’Esercito sia sempre pronto a fare la propria parte. Dal canto suo, Iacono ha espresso la gratitudine per il quotidiano servizio che i militari forniscono al Paese e ha ringraziato tutto il personale che ha donato il sangue, un gesto che dà speranza alle tante persone affette da thalassemia. Iacono ha quindi sottolineato come l’accordo riviste un’importanza strategica all’interno della grave crisi pandemica in cui viviamo che ha rischiato di lasciare le persone con malattie croniche prive delle cure basilari per la loro salute.

La thalassemia (anche morbo di Cooley o anemia mediterranea) è una malattia genetica del sangue che si trasmette per via ereditaria e consiste in un’alterazione dell’emoglobina contenuta nei globuli rossi. La malattia a oggi non guarisce tranne che nei rari casi in cui sia disponibile un trapianto di midollo osseo compatibile. Tuttavia esistono cure efficaci basate sull’uso continuativo di trasfusioni di sangue, (mediamente ogni 15 giorni), sulla terapia chelante e sui continui controlli post trasfusionali.