Farmaci, ormoni e integratori per il potenziamento fisico e cerebrale: un fenomeno in espansione. Legale

Scenari

Farmaci, ormoni e integratori per il potenziamento fisico e cerebrale: un fenomeno in espansione. Legale

di redazione

Negli Stati Uniti un numero tutt'altro che insignificante (dal 7 AL 25%) degli studenti percorre i corridoi delle università con un portatile in mano e un blister di compresse nell’altra: sono farmaci, ormoni, integratori che promettono di migliorare le capacità di apprendimento, aumentare la memoria, annullare la fatica, rimandare l’invecchiamento del cervello. Sostanze legali, niente a che fare con gli stupefacenti. Spesso si tratta di farmaci nati per curare patologie neurologiche come il disturbo da deficit dell’attenzione, narcolessia, Alzheimer, che in persone sane hanno mostrato effetti come aumento della capacità di attenzione e memoria, motivazione e diminuzione del senso della fatica. Rendono possibile studiare e lavorare meglio e più a lungo e sono entrate di diritto a far parte della ricerca scientifica che ne indaga gli effetti sulle persone sane e a lungo termine.

Un sondaggio all’Università di Oxford nel 2016 ha svelato che il 15,6 per cento degli studenti dell’ateneo aveva assunto sostanze nootropiche legali anche senza prescrizione medica, tanto da spingere l’università a organizzare dei laboratori informativi sul tema. E in Svizzera la ricercatrice Larissa Maier dell’università di Zurigo ha stimato con un’indagine che tra il 15 e il 20% degli studenti aveva provato a migliorare le proprie performance scolastiche affidandosi a farmaci o alcol.

Per l'Italia non ci sono dati precisi, ma è stato appena lanciato un sondaggio online per indagare il fenomeno e quantificarlo. I risultati saranno diffusi tra qualche mese, appena raggiungiamo un campione significativo. Il sondaggio è disponibile sul sito www.cervellosenzalimiti.it.

«Il potenziamento cognitivo, o brain enhancement come lo chiamano gli anglosassoni, é un fenomeno di cui abbiamo preso consapevolezza negli ultimi dieci, quindici anni» spiega la giornalista medico scientifica Johann Rossi Mason, autrice di Cervello senza limiti, appena uscito per Codice Edizioni.

«Era il 2007 – ricorda Rossi Mason - quando mi sono imbattuta nell’articolo che ha scoperchiato questo vaso di Pandora: Barbara Sahakian e Morein-Zamir lanciano un sondaggio tra ricercatori e accademici che si diffonde in tutto il mondo e svela un utilizzo significativo di sostanze attive sul sistema nervoso centrale, i risultati si guadagnano la pubblicazione su Nature. Niente a che fare con quello che i ragazzini usano per lo sballo in discoteca o per allentare i freni inibitori e aumentare la capacità di socializzazione. Con queste sostanze ci vai in biblioteca, non in discoteca».

Ma attenzione, chi crede che aiutino a ottenere risultati brillanti senza sforzo rimarrà deluso e non aumentano nemmeno l’intelligenza. Sono come un additivo per motori già performanti, non una scorciatoia.