Gimbe: «Casi di Covid raddoppiati in una settimana. Tamponi tallone d’Achille per frenare la seconda ondata»

I dati

Gimbe: «Casi di Covid raddoppiati in una settimana. Tamponi tallone d’Achille per frenare la seconda ondata»

di redazione

Nell’ultima settimana si è registrata un’impennata nelle nuove diagnosi di COVID-19, che sono passate da 15.459 a 29.621. Numeri che hanno spinto il Governo a prendere provvedimenti per arginare la nuova ondata di contagi. 

Tuttavia, «l’entità delle restrizioni stride con il mancato potenziamento dei servizi territoriali deputati al tracciamento, nonostante le risorse già assegnate dal Decreto Rilancio. Ancora una volta, i ritardi burocratici e i conflitti tra Governo e Regioni scaricano sui cittadini la responsabilità del controllo epidemico attraverso restrizioni delle libertà personali».

È quanto denuncia la Fondazione GIMBE in una nota in cui legge l’andamento dell’epidemia nelle ultime settimane. 

«In un momento cruciale per l’evoluzione del quadro epidemico e, di fatto, per il futuro del Paese, la Fondazione GIMBE impegnata nel monitoraggio indipendente della pandemia sin dal suo esordio, sente il dovere civico di analizzare numeri e dinamiche che indicano nell’insufficiente capacità di tracciamento dei nuovi casi una delle determinanti del progressivo incremento dei casi iniziato a fine luglio, che dopo un mese ha innescato l’aumento dei ricoveri, e dopo circa 2 mesi quello dei decessi», dice il presidente Nino Cartabellotta.

Vediamoli, dunque i numeri. Per quel che concerne i tamponi, dall’inizio della pandemia all’11 ottobre sono stati effettuati 12.564.713 prelievi. Sino alle riaperture del 3 giugno il numero medio dei casi testati si è mantenuto stabile intorno ai 35.000 al giorno per poi scendere intorno ai 25.000. Solo a partire dalla metà di agosto, a seguito della risalita dei casi, è stato incrementato sino a raggiungere i 67.000 al giorno (si parla in questo caso solo dei tamponi effettuare per confermare/escludere l’infezione da SARS-CoV-2 e non quelli ripetuti sulla stessa persona per confermare la guarigione virologica (almeno 2 finora) o per altre motivazioni). 

Trend settimanali numero tamponi totali e casi testati (media giornaliera)

Al di là delle marcate differenze regionali (che vanno dai 3.232 tamponi diangistici per 100 mila abitanti della Sicilia ai agli 8.002 del Lazio), GIMBE rimprovera il fatto che il potenziamento delle attività di testing non sono state potenziate in misura proporzionale all’aumentata circolazione del virus, determinando un netto incremento del rapporto positivi/casi testati a livello nazionale che da metà luglio a metà agosto è salito dallo 0,8% all’1,9%, per raggiungere nella settimana 5-11 ottobre il 6,2%. 

«Osservando il progressivo incremento dei nuovi casi – spiega Cartabellotta – già da fine agosto la Fondazione GIMBE sollecitava le Regioni a potenziare le attività di testing & tracing, perché nella fase di lenta risalita della curva epidemica la battaglia con il virus si vince sul territorio». Purtroppo, i tamponi, per quanto modestamente potenziati, con l’impennata dei casi si sono rivelati un “collo di bottiglia” troppo stretto che ha favorito la crescita dei nuovi contagi che negli ultimi 10 giorni da lineare è diventata esponenziale.

Casi testati per 100.000 abitanti (12 agosto-11 ottobre)

Le decisioni del Governo degli ultimi giorni dovrebbero aiutare: la possibilità di effettuare un singolo tampone per confermare la guarigione permetterà di “recuperare” un certo numero di tamponi da eseguire a fini diagnostici; mentre il via libera ai tamponi rapidi potrebbe sollevare i laboratori da un’enorme mole di lavoro e ampliare le attività di screening. Tuttavia, continua la Fondazione GIMBE, «non si conoscono né i tempi di approvvigionamento, né le tempistiche e i criteri di redistribuzione alle Regioni»; inoltre «alcune difficoltà ostacolano l’utilizzo immediato dei tamponi rapidi, sia negli ambulatori di medici e pediatri di famiglia sia nelle scuole».

In definitiva, «se le azioni messe in campo aumentano in termini assoluti la capacità di testing & tracing, l’aumentata disponibilità di tamponi molecolari e rapidi è ancora inadeguata sia per la crescita esponenziale dei nuovi casi, sia perché sarà in parte assorbita dalla diagnosi differenziale tra infezione da SARS-COV2 e influenza stagionale», conclude Cartabellotta.