In India 17 casi e 15 morti per Nipah, il virus killer che potrebbe scatenare una pandemia

L’allarme

In India 17 casi e 15 morti per Nipah, il virus killer che potrebbe scatenare una pandemia

È nella lista degli osservati speciali dell'Oms. Perché se sfuggisse di mano minaccerebbe il mondo
redazione

india nipah.jpg

Il focolaio delle infezioni è nell’India meridionale e per ora è tenuto sotto controllo. Ma è bene non osservare la guardia perché non esistono né cure, né vaccini

17 casi, 15 morti. È questo il drammatico bilancio delle infezioni provocate dal virus Nipah (NiV) nello Stato del Kerala nell’India meridionale. 

Il virus, di cui sono portatori i pipistrelli della frutta,  rientra nella lista degli 8 patogeni emergenti più pericolosi secondo l’Oms.

Nell’ultimo aggiornamento della Blueprint list of priority diseases, il virus NiV compare accanto ad Ebola, Zika e altre temutissime malattie infettive perché «potenzialmente capaci di causare un’emergenza di salute pubblica in assenza di farmaci efficaci e/o di vaccini». L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha già lanciato diversi appelli alla ricerca perché individui urgentemente delle soluzioni in grado di proteggere la popolazione da queste minacce. 

I due nuovi casi di infezione da virus Nipah sono stati segnalati nella città di Kozhikode nel Kerala. Secondo la Reuters si tratterebbe di due uomini, Madhusudhanan di 55 anni e Akhil di 28, che avrebbero contratto il virus all’interno di un college di medicina. Per ora l’epidemia sembra non aver superato i confini dello Stato di Kerala, ma per precauzione molti altri Stati indiani hanno inviato nei laboratori specializzati campioni di sangue prelevati da persone con sintomi sospetti. 

L’infezione si manifesta generalmente con febbre elevata, difficoltà respiratorie ed encefalite.

Gli scienziati hanno ricostruito la diffusione del virus individuando come epicentro la città di Kozhikode. È lì che i pipistrelli della frutta (Pteropodidi) hanno trasmesso il virus. Probabilmente l’infezione è passata dall’animale all’uomo tramite il consumo di cibo contaminato. Per esempio nel 2004 in Bangladesh, l’infezione è avvenuta a causa del consumo di linfa di palma precedentemente contaminata da pipistrelli infetti. 

Campioni di sangue e tessuto prelevati dai pipistrelli sono stati inviati per essere analizzati al National Institute of High Security Animal Diseases di Bhopal. 

Sul sito dell’Oms il virus Nipah viene considerata una nuova zoonosi emergente che provoca malattie gravi negli animali e negli esseri umani. Il portatore naturale del virus è il pipistrello della frutta. L’NiV, catalogato come virus Rna (a singolo filamento negativo) della famiglia Paramyxoviridae, e del genere Henipavirus, è stato isolato per la prima volta nel 1998 nel villaggio di Sungai Nipah in Malaysia, da cui prende il nome.  

In quel caso la trasmissione all’uomo era avvenuta attraverso maiali infetti. È stata documentata anche la trasmissione da uomo a uomo, avvenuta in un ospedale indiano. 

L’infezione, che ha un tasso di letalità tra il 50 e il 70 per cento,  provoca una varietà di manifestazioni cliniche dall’assenza di sintomi, alla sindrome respiratoria acuta, alla encefalite fatale. Attualmente non esiste un vaccino capace di proteggere dall’infezione né gli uomini né gli animali. 

La Reuters riporta che al momento attuale l’epidemia è circoscritta e che l’Oms ha valutato un rischio basso di diffusione a livello nazionale e regionale.