Gli infermieri specialisti al ministro Salvini: «Impari a usare le parole in modo misurato e rispettoso»

Gli infermieri specialisti al ministro Salvini: «Impari a usare le parole in modo misurato e rispettoso»

redazione

La Società italiana di scienze infermieristiche in salute mentale (Sisism) chiede «a chi si occupa di politica» e in particolare al «ministro Salvini, di utilizzare le parole in modo misurato e rispettoso quando parla di persone che soffrono, delle loro famiglie e di tutti gli operatori del settore della Psichiatria italiana che è stata pioniera e visionaria prima di quel faticoso successo del 13 maggio 1978 che ha suggellato una legge, la 180, che sancì la chiusura progressiva dei manicomi, luoghi non di cura ma in cui si consumarono innumerevoli violenze alle persone e alla loro dignità».

Gli infermieri che operano nell'area della salute mentale rispondono così alle parole pronunciate dal ministro Salvini nella recente trasmissione In Onda su La7.

La Sisism, inoltre, «preso atto con preoccupazione e sdegno» delle dichiarazioni del ministro Salvini , «applaude alla presa di posizione della Società italiana di psichiatria (Sip) per l’eloquente e inevitabile posizione in risposta a tali affermazioni».

Gli infermieri, sostiene la Società scientifica, «sono a fianco da sempre di tutti gli altri operatori» oltre che ai pazienti e alle famiglie che operano «nel delicato e complesso ambito della sofferenza psichiatrica tutti i giorni 24 ore su 24, nel servizio pubblico e nel privato accreditato, con i numeri ben evidenziati dalla Sip di interventi multiprofessionali, multicontestuali, multilivellari a cui sono “dedicati” sempre meno risorse materiali e umane».

La Sisism respinge quindi le «facili equazioni» che assimilano aggressività e violenza alla psichiatria e assicura la proprio presenza «ogni volta che verrà posta al centro della discussione la dignità umana» e «che qualcuno cercherà soluzioni sempre nuove che non contemplino l’esclusione, la chiusura, l’allontanamento ma inclusione, la costruzione di reti, il supporto alla persona e alla famiglia, il lavoro “paziente” con chi soffre e la sua famiglia affinché diventino loro i protagonisti del proprio cambiamento e responsabili della propria salute».

Il percorso della psichiatria in questi quarant’anni non è stato lineare, ricorda ancora la Sisism ma «irto di difficoltà per le persone che soffrono, i familiari, gli operatori e i servizi; molti gli ostacoli, poche le risorse messe a disposizione di una psichiatria che rimane la storia di un pregiudizio... come lei stesso, ministro Salvini conferma con i suoi dictat».

«Lei oggi ha in mano il potere (e l’accezione migliore del verbo potere e cioè che lei può...), e allora lo usi bene con la psichiatria – esorta infine la Società scientifica - mostri buone intenzioni per sanare quello che è possibile, solo così avrà tutta la collaborazione e l’impegno degli operatori del settore, delle persone che soffrono, delle loro famiglie che non si tireranno indietro se lei e il suo seguito, piuttosto che costruire muri e chiudere porte in faccia, vuole veramente cambiare, ma investendo su quanto è stato faticosamente costruito».