Alla maggiore età un “tagliando della fertilità” per i maschi

Società di andrologia

Alla maggiore età un “tagliando della fertilità” per i maschi

di redazione

A 18 anni i maschi italiani dovrebbero fare il “tagliando” dall’andrologo: l'esortazione viene dagli esperti della Società italiana di andrologia (Sia) in occasione del corso L’importanza della partnership fra andrologo e biologo nell’infertilità maschile, organizzato a Roma da Enpab (Ente di previdenza e assistenza dei biologi) e Sia (Società italiana di andrologia).

La quasi totalità dei giovani oggi rischia problemi di fertilità per colpa di stili di vita scorretti, dal fumo alla sedentarietà o a causa di malattie non diagnosticate e non curate in maniera adeguata.

«In una coppia infertile su due le difficoltà dipendono dal maschio – spiega Alessandro Palmieri, presidente Sia e professore dell’Università Federico II di Napoli – ma il timore è che in futuro il dato possa perfino peggiorare sul versante maschile. Il numero medio degli spermatozoi infatti si è dimezzato negli ultimi 50 anni e gli italiani ipofertili, ovvero con meno di 15 milioni di spermatozoi e una motilità ridotta di almeno il 40%, sono ben 2 milioni, il doppio di 30 anni fa».

Un controllo dal medico a 18 anni è perciò «raccomandabile a tutti i ragazzi. Il medico poi potrà indirizzare verso test di screening più specifici – aggiunge Bruno Giammusso, presidente della Commissione scientifica Sia - ma senz’altro sarebbe opportuno sottoporre tutti a uno spermiogramma».

Per aiutarli in questo e negli altri problemi della sfera sessuale è attiva la nuova mappa andrologica che identifica l’andrologo più vicino, esperto e aggiornato, certificato dalla Sia.

Secondo le stime della Società di andrologia, infatti, decine di migliaia di italiani con difficoltà sessuali chiedono aiuto a specialisti che non si occupano di salute sessuale maschile o addirittura si rivolgono a maghi e praticoni.

«Gli uomini oggi hanno informazioni sulla sessualità scarse e spesso distorte - osserva Palmieri – perché apprese online: alle prime defaillance si chiudono in loro stessi e non chiedono aiuto all’andrologo, lasciando che difficoltà come la disfunzione erettile o l’eiaculazione precoce li trascinino in relazioni di coppia insoddisfacenti».

Per questo Sia ha lanciato il progetto di Certificazione andrologica, un “bollino blu” che può essere ottenuto dopo aver seguito uno specifico corso di formazione e aver superato un test finale. «Il progetto individua i colleghi più preparati e aggiornati» osservano Tommaso Cai, segretario Sia, e Danilo Di Trapani, responsabile della Commissione Certificazione andrologica. La certificazione Sia è un’attestazione di competenza che viene rilasciata a professionisti che si sottopongono a un iter di verifica di alcuni requisiti». Una volta acquisito, il “bollino blu” non è valido per sempre, ma deve essere aggiornato ogni cinque anni. Sia ha già formato trecento andrologi e altri riceveranno il bollino entro la fine del 2019. «Purtroppo – sottolineano Cai e Di Trapani - c’è una disomogeneità territoriale che stiamo cercando di colmare; ognuno può già tuttavia trovare l’andrologo “certificato” più vicino accedendo alla mappa andrologica costantemente aggiornata pubblicata sul sito Sia»