Malattie rare. Premiati i vincitori della VII edizione del Premio OMaR 

Il riconoscimento

Malattie rare. Premiati i vincitori della VII edizione del Premio OMaR 

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Immagine: Osservatorio Malattie Rare / Facebook
di redazione

Sono 7 i vincitori della VII edizione del Premio OMaR per la comunicazione su malattie e tumori rari, per un totale di circa 20.000 euro di riconoscimenti distribuiti a giornalisti, comunicatori, associazioni e società scientifiche che nel 2019 si sono distinti per la qualità dell’informazione prodotta attraverso servizi giornalistici, campagne, mostre, fumetti o altri mezzi di divulgazione. 

Il riconoscimento che Osservatorio Malattie Rare organizza fin dal 2012 in collaborazione con Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità, Fondazione Telethon, Orphanet e UNIAMO FIMR Onlus vuole premiare e incentivare una corretta informazione su diversi aspetti delle malattie rare. 

«La pandemia ha messo ancor più in evidenza quanto la comunicazione della salute sia al tempo stesso importante e pericolosa:  non se ne può fare a meno, rappresenta un bisogno, ma notizie false o anche solo poco precise posso rivelarsi davvero dannose», ha commentato Ilaria Ciancaleoni Bartoli, direttore di Osservatorio Malattie Rare, introducendo la cerimonia. «È fondamentale che le notizie, e in modo particolare quelle che riguardano un ambito delicato come la salute, siano accurate, validate e - questo vale anche per le iniziative di comunicazione - venga scelto il giusto modo di portare un messaggio: a questo servono i professionisti della comunicazione, e per questo abbiamo scelto di avere nella nostra giuria diversi esperti del settore». 

Ed ecco i vincitori. Per il Premio Giornalistico categoria stampa e web, la vincitrice è stata Anna Spena per un articolo pubblicato su Vita “per aver saputo raccontare il lavoro delle associazioni dei malati rari e il loro ruolo: un impegno che va dalla ricerca alla raccolta fondi, dalla sensibilizzazione dell'opinione pubblica al supporto alle famiglie che attraversano situazioni analoghe”. 

Il Premio Giornalistico categoria audio video è andato a Lidia Scognamiglio, per un servizio di TG2 Medicina33, “per aver saputo affrontare con grande professionalità il tema dedicato all'Atrofia Muscolare Spinale (SMA): il servizio televisivo si sofferma sugli aspetti della diagnosi precoce e sui nuovi strumenti di cura, dando all’utente informazioni immediatamente fruibili”.

Il premio per la migliore campagna di comunicazione “Categoria Professionisti” è andato invece alla Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) per la campagna di comunicazione, “Bilanci per la vita”, “per aver trasmesso grazie ad immagini positive e luminose e in modo semplice ed efficace l’importanza di non mancare agli appuntamenti dal pediatra previsti dai Bilanci di Salute, poiché la diagnosi precoce può cambiare il destino di un bimbo”.

Parent Project Onlus si è aggiudicata invece il Premio per la migliore campagna di comunicazione “Categoria non Professionisti” per la campagna di comunicazione, “Il paziente al centro”, “per aver ripercorso in sei video mediante la grafica animata l'evoluzione delle distrofie muscolari di Duchenne e Becker, fornendo una risposta ai “perché” con un linguaggio adatto anche ai più giovani e ai meno esperti, senza mai fare sconti all'esigenza di essere sempre scientificamente corretti”.

Il premio per la migliore divulgazione attraverso foto, fumetti, illustrazioni, installazioni artistiche è stato assegnato all’Associazione Italiana Sostegno Malattie Metaboliche Ereditarie (AISMME) per il fumetto, “L’elefante blu”, “per aver avuto la capacità di superare la dimensione medicalizzata dell’ospedale per trasportare il piccolo lettore in un mondo di magia, dove ciò che è diverso, come un elefante blu, diventa normale e dove i sogni si possono realizzare”. 

Ancora, a Giovanni Sabato, per un articolo su Mind, è andato il Premio della Giuria, “per l’approccio originale con cui si raccontano i malati rari attraverso uno sguardo “alla pari”, quello dei sibling, loro fratelli e sorelle: l’articolo ha il merito di saper raccontare gli equilibri sottili, le grandi alleanze ma anche i contrasti e le tensioni che possono nascere tra fratelli”. 

Infine a Vincenzo Manes è andato il Premio Eugenio Aringhieri “per aver saputo far vivere nel “Dynamo Camp” alcuni tratti fondanti della personalità di Eugenio Aringhieri, quali l’attenzione alle persone e al bene comune, un focus permanente sull’innovazione oltre ad una straordinaria capacità di comunicare e trasmettere i valori della stessa”.