Manaus, la città brasiliana che potrebbe aver raggiunto l’immunità di gregge contro Covid

Il caso studio

Manaus, la città brasiliana che potrebbe aver raggiunto l’immunità di gregge contro Covid

L’epidemia è sfuggita di mano. Così tra il 44 e il 66% degli abitanti potrebbe aver sviluppato gli anticorpi. Ma Manaus non è un modello da imitare: l’immunità di gregge (se vera) è costata troppo: 2mila morti (1 su 500). In una città con solo il 6% di anziani

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Immagine: Zemlinki! / CC BY (https://creativecommons.org/licenses/by/2.0)
di redazione

Manaus, città brasiliana al confine della Foresta Amazzonica, potrebbe essere il primo luogo al mondo ad aver raggiunto una immunità di gregge “in regola” per fermare l’epidemia di Covid-19. 

Qui la percentuale di persone che avrebbero sviluppato gli anticorpi contro Sars-Cov-2 potrebbe avvicinarsi o addirittura superare il 60 per cento, la soglia ritenuta capace di fermare Sars-Cov-2. 

Manaus avrebbe quindi sorpassato la Svezia dove, secondo alcune stime recenti dell’Università di Copenaghen la percentuale di immuni (presunti, fino a prova contraria) sarebbe di circa il 40 per cento. 

Abbiamo abusato di condizionali perché il caso Manaus è ancora tutto da verificare. Lo studio condotto dai ricercatori dell’Istituto di Medicina Tropicale dell’Università di San Paolo in Brasile non è ancora stato sottoposto a peer review ma pubblicato in anteprima sulla piattaforma medRxiv. Non è ancora possibile stabilire con certezza, tanto per cominciare, se l’ampia diffusione degli anticorpi tra la popolazione sia la causa reale del calo dei casi di contagio e dei decessi registrato negli ultimi mesi. 

Ecco cosa è accaduto a Manaus. Lo scorso maggio le autorità sanitarie della città brasiliana non sapevano più dove seppellire i morti per Covid, i cadaveri venivano momentaneamente depositati in camion frigoriferi per poi essere trasferiti in fosse comuni. L’epidemia era completamente sfuggita d controllo, le misure restrittive arrivate tardi e durate poco si sono rivelate inefficaci. Il virus è circolato indisturbato per mesi sfruttando l’elevata densità abitativa della città. 

All’inizio di settembre però tutto sembrava finito. In pochi mesi si è passati da 80 morti al giorno a 2, 3 al massimo. 

Gli scienziati hanno ipotizzato che il virus non trovasse più nuove “prede” perché ne aveva già infettate tante da essere costretto a fermarsi. I risultati dei test sierologici condotti su un campione rappresentativo della popolazione sembrerebbero avergli dato ragione. A giugno il 40 per cento dei volontari sottoposti all’esame aveva sviluppato gli anticorpi a Sars-Cov-2. 

Secondo le stime degli scienziati oggi a Manaus tra il 44 e il 66 per cento della popolazione ha nel sangue tracce del passaggio del virus. 

Nella città alle porte dell'Amazzonia, lo scorso maggio l'epidemia è sfuggita completamente di mano. Le autorità sanitarie non sapevano più dove seppellire i morti per Covid e i cadaveri venivano momentaneamente depositati in camion frigoriferi per poi essere trasferiti in fosse comuni.
Immagine: JLPizzol / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0

«Da quello che sappiamo, questa è probabilmente la più alta prevalenza al mondo. Le morti sono diminuite molto rapidamente e quello che stiamo dicendo è che le cose sono correlate. Sebbene gli interventi non farmaceutici, oltre a un cambiamento nel comportamento della popolazione, possano aver contribuito a limitare la trasmissione di SARS-CoV-2 a Manaus, il tasso di infezione insolitamente alto suggerisce che l'immunità di gregge abbia svolto un ruolo significativo nel determinare la dimensione dell’epidemia», hanno scritto i ricercatori. 

Ma arriva subito la precisazione: il caso Manaus non è un modello da seguire. L’immunità di gregge è stata raggiunta a caro prezzo. Ed è il simbolo di un fallimento nelle gestione dell’epidemia, non di un successo. Due terzi della popolazione è stata contagiata e 2mila persone sono morte in una città di 2milioni di abitanti dove solo il 6 per cento è over 60. In Italia e negli Usa, per esempio, gli anziani rappresentano il 20 per cento della popolazione. 

Se negli Stati Uniti il virus contagiasse i due terzi della popolazione così come accaduto a Manaus, il numero dei decessi potrebbe superare i 500mila (attualmente sono 200mila). 

Lo studio brasiliano ha già sollevato qualche interrogativo all’interno della comunità scientifica. Secondo quanto riporta la rivista dell’Mit Technological Review, Gabriela Gomes matematica dell’University of Strathclyde ha fatto notare che i dati sulla diffusione degli anticorpi di quest’ultimo studio sono il doppio di quelli riportati da indagini precedenti. Gli scienziati di “difendono” sostenendo di avere utilizzato test più sensibili. 

Se i risultati dello studio venissero confermati, la città di Manaus potrebbe diventare un caso da tenere sott’occhio per scoprire per esempio quanto tempo duri l’immunità. I ricercatori brasiliani hanno già osservato che la presenza degli anticorpi nel sangue svanisce con il tempo diventando più difficile da individuare. Potrebbe darsi quindi che l’immunità di gregge raggiunta a caro prezzo per vie naturali (non con un vaccino) non sia nemmeno duratura.