Mascherina obbligatoria: la paura fa dire sì agli italiani. Diminuisce la fiducia nella scienza

Il sondaggio

Mascherina obbligatoria: la paura fa dire sì agli italiani. Diminuisce la fiducia nella scienza

di redazione

L’85,3% degli italiani si dice d’accordo a rendere obbligatorio l’uso della mascherina per tutta la popolazione, il 75,3% vorrebbe fare tamponi a tutti e il 63,3% ritiene necessario chiudere le attività e isolare i territori dove si verifica un focolaio. C'è anche un 57,9% che ritiene necessario controllare gli spostamenti degli altri superando i limiti imposti dalla privacy. Si registra ancora uno “strabismo percettivo”: l’83% degli intervistati ha dichiarato di aver cambiato le proprie abitudini e di essere più prudente, ma ritiene che il 44,9% non abbia cambiato le proprie abitudini o alla lunga non lo farà più (34,6%).

Sono alcuni risultati della nuova edizione dell’indagine promossa da Confindustria Dispositivi medici e realizzata da Community Research & Analysis sul sentiment degli italiani nei confronti della salute e del servizio sanitario in questa fase pandemica.

L'indagine è stata realizzata attraverso interviste telefoniche tra il 2 e l'11 settembre su un campione di italiani di età superiore a 18 anni distribuiti sul territorio nazionale.

Tra la popolazione è forte la preoccupazione per l’economia del Paese (per l’85,2% degli italiani), ma è ancora alto il timore di potersi contagiare (82,3%). I luoghi ritenuti meno sicuri sono i mezzi pubblici (29,2%), il supermercato (24,6%), gli ambulatori medici e gli ospedali (13%). Sono invece considerate più sicure le relazioni con i familiari e con gli amici.

La pandemia sembra però aver ridotto la fiducia nella scienza: per il 47,9% degli intervistati conta più l’esperienza di chi ha vissuto una malattia rispetto a quella di un medico o di uno scienziato (era il 20,1% nel 2019). Non solo: per il 12,5% delle persone intervistate le informazioni mediche che si trovano in internet e sui social network sono più veritiere di quelle degli scienziati, mentre nel 2019 la percentuale si fermava al 3,6%.

La paura delle malattie infettive, anche se aumentata sensibilmente, resta contenuta (9,5%, +8% nel confronto al periodo pre Covid) rispetto a tumori (45,3%, un +4,6 sull 2019) e Alzheimer (16,7%, -14,7) che rimangono saldamente in cima alla classifica delle malattie più temute.

«I dati che emergono – sostiene Massimiliano Boggetti, presidente di Confindustria Dispositivi medici – ci fanno capire quanto gli italiani abbiano fiducia nei dispositivi medici come ausili salvavita. Le persone hanno capito che le nostre tecnologie svolgono un ruolo fondamentale nel contrasto alla pandemia. Sono però molto preoccupato della mancanza di credibilità della scienza rispetto alle notizie trovate su internet, è un dato che non va sottovalutato e su cui tutti gli attori della salute devono investire per un’informazione di qualità. Condivido inoltre la preoccupazione per il futuro della nostra economia, che ha oggi bisogno di investimenti strategici per utilizzare al meglio i fondi europei per il rilancio del sistema salute. Rilancio che se vuole essere efficacie deve vedere coinvolta tutta la filiera della salute. Per questo – conclude - sarebbe importante utilizzare i fondi del Mes e richiederli subito».