Medici senza frontiere compie cinquant'anni. E li ricorda con una campagna di sensibilizzazione

L'anniversario

Medici senza frontiere compie cinquant'anni. E li ricorda con una campagna di sensibilizzazione

di redazione

“Cinquant’anni di umanità”: sono le parole con cui Medici senza frontiere riassume la propria storia, iniziata appunto nel dicembre 1971 a Parigi per iniziativa di medici e giornalisti reduci da esperienze umanitarie in Biafra e Bangladesh. Sono le parole che formano lo slogan sotto cui l'organizzazione raccoglie le iniziative della Campagna di sensibilizzazione che per tutto l’anno ricorderà i momenti storici di Msf e le sfide ancora aperte.

Diventata un’organizzazione internazionale negli anni Ottanta, Msf è intervenuta nelle grandi emergenze di mezzo secolo, più o meno note o dimenticate, e oggi conta su 65 mila operatori umanitari impegnati a portare cure mediche e aiuto in oltre 80 Paesi. L'80% di questi è staff nazionale reclutato e formato nei Paesi: chirurghi, anestesisti, infettivologi, infermieri, ostetrici, psicologi, ma anche logisti, ingegneri, esperti di acqua e igiene, amministrativi e tutto ciò che serve per garantire l’azione medica.

Nel 1999 Msf ricevette il Premio Nobel per la Pace “in riconoscimento del lavoro umanitario pionieristico realizzato in vari continenti” e per onorare lo staff medico dell’organizzazione impegnato a curare decine di milioni di persone in tutto il mondo. «Non siamo sicuri che le parole possono salvare delle vite, ma sappiamo con certezza che il silenzio uccide» disse James Orbinski, allora presidente internazionale di Msf, ritirando il Nobel.

A seguito di questo riconoscimento, Msf lanciò la Campagna per l’accesso ai farmaci essenziali che attraverso battaglie legali e mobilitazioni della società civile ha contribuito a rendere accessibili le cure per malattie come Hiv/Aids, epatite C, tubercolosi farmaco-resistente. Oggi la sfida è il Covid-19.

«Da cinquant’anni la nostra azione è in continua evoluzione: team d’urgenza per rispondere alle epidemie, ospedali gonfiabili o sotterranei sulle linee del fronte, cliniche mobili nei villaggi remoti, ma anche telemedicina, innovazione scientifica, salute ambientale» sottolinea Claudia Lodesani, infettivologa e presidente di Msf. «A non essere mai cambiati sono i nostri principi di imparzialità, neutralità e indipendenza – prosegue - che continuano a guidare la nostra azione e identità: persone che aiutano persone, indipendentemente da chi siano e dove si trovino”.

Sul concetto di “andare oltre” si basa la campagna per i 50 anni di Msf, che «invita il pubblico a non dimenticare chi è lontano dai nostri occhi e sta lottando per continuare a vivere». Per tutto l’anno, iniziative speciali, podcast, mostre, eventi online e sul territorio accenderanno la luce sulle emergenze e le crisi dimenticate e coinvolgeranno le persone in una riflessione «per guardare insieme al futuro e rispondere alle nuove sfide che ci attendono». Tutti i dettagli su www.msf.it/50anni.