Melanoma: rischio di metastasi e morte ridotta del 40% con pembrolizumab

Farmaci

Melanoma: rischio di metastasi e morte ridotta del 40% con pembrolizumab

di redazione

Il trattamento con pembrolizumab dopo l’intervento chirurgico nei pazienti con melanoma in stadio III riduce il rischio di metastasi a distanza o morte del 40%. 

È quanto emerge dallo studio di Fase 3 EORTC1325/KEYNOTE-054 per la valutazione di pembrolizumab, terapia anti PD-1 di MSD, come trattamento adiuvante (cioè somministrato dopo la chirurgia) nel melanoma di stadio III resecato ad alto rischio. Gli ultimi risultati dello studio hanno mostrato che, ad un follow-up di 3,5 anni, pembrolizumab adiuvante ha raggiunto l’endpoint chiave secondario di sopravvivenza libera da metastasi a distanza riducendo il rischio di metastasi a distanza o morte del 40% rispetto al placebo, con tassi di sopravvivenza libera da metastasi a distanza  a 3,5 anni del 65,3% e 49,4%, rispettivamente. Inoltre, pembrolizumab ha dimostrato un beneficio costante di sopravvivenza libera da recidiva rispetto a placebo nel melanoma di stadio IIIA, IIIB e IIIC, con tassi di sopravvivenza libera da recidiva a 3,5 anni del 59,8% per pembrolizumab rispetto al 41,4% per il placebo.

«Il messaggio principale dello studio Keynote 054 è assolutamente innovativo», afferma Mario Mandalà, responsabile Unità Melanoma dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. «A un follow-up mediano di 3,5 anni, la terapia adiuvante con pembrolizumab ha permesso un significativo miglioramento sulla sopravvivenza libera da metastasi a distanza, nei pazienti con melanoma in stadio III radicalmente operato. Il beneficio si è osservato in tutti i gruppi di pazienti, indipendentemente dallo stadio, profilo molecolare, età e sesso. Complessivamente il 65% dei pazienti trattati con pembrolizumab ha raggiunto una sopravvivenza libera da metastasi a distanza vs il 49% nel gruppo placebo. Il disegno di questo studio, che ha coinvolto un’azienda farmaceutica e una società scientifica (EORTC), ha permesso di poter avere dei dati che al momento sono i più solidi e affidabili, riguardo all’effetto sulle metastasi a distanza. Tutti i pazienti, infatti, indipendentemente dalla prima sede di recidiva, sono stati seguiti nel tempo ed è stato possibile annotare tutte le recidive a distanza che si sono verificate. I pazienti e i medici oggi possono dire che questo effetto non è una sensazione ma conoscenza basata sull’evidenza».

«Nonostante l’intervento chirurgico, i pazienti con melanoma di stadio III ad alto rischio sviluppano recidiva e, nei casi di metastasi a distanza, spesso con prognosi decisamente peggiore», ha affermato Alexander Eggermont, study chair, Chief Scientific Officer Princess Máxima Center, di Utrecht in Olanda. «Questi nuovi dati aggiornati sono importanti, perché mostrano che pembrolizumab adiuvante non solo ha ritardato la recidiva ma anche le metastasi a distanza, rafforzando i benefici della terapia per i pazienti con melanoma di stadio III».

Questi dati sono stati presentati al Congresso Virtuale 2020 della Società Europea di Oncologia Medica.