Montano e Di Francisca in pedana contro il mieloma multiplo. Fa tappa a Milano “Mieloma Ti Sfido”

La campagna

Montano e Di Francisca in pedana contro il mieloma multiplo. Fa tappa a Milano “Mieloma Ti Sfido”

di redazione

Dopo Roma, fa tappa a Milano la campagna “Mieloma Ti Sfido” promossa da AIL e La Lampada di Aladino con il contributo non condizionante di Celgene per far conoscere i progressi ottenuti contro il mieloma multiplo e sostenere i pazienti nella loro sfida contro la malattia.

Da oggi fino al 7 febbraio l’installazione “I Duellanti” è a Milano in Piazza XXV aprile. 

Il mieloma multiplo è una forma aggressiva di tumore del sangue, ma grazie alla ricerca oggi la sopravvivenza dei pazienti è aumentata, la qualità di vita migliorata e la malattia sta perdendo terreno. 

È però fondamentale non abbassare la guardia: la sfida continua e adesso ci sono armi in più per combatterla, come la terapia di mantenimento dopo il trapianto di cellule staminali, che aiutano i pazienti a guadagnare tempo di vita libero dalla malattia, allontanando le ricadute.  

«Il mieloma multiplo è un tumore del sangue molto aggressivo, che ha un impatto importante sulla qualità di vita dei pazienti. È una patologia ancora poco conosciuta, spesso diagnosticata non tempestivamente per il carattere aspecifico dei suoi sintomi», dichiara Sergio Amadori, presidente AIL. «Aumentare in generale la conoscenza di questo tumore ematologico per migliorare la consapevolezza e la qualità di vita dei pazienti è fondamentale. È altrettanto importante dare ai pazienti un messaggio di speranza ed essere al loro fianco per incoraggiarli a continuare a combattere senza mai abbassare la guardia. In tal senso, campagne come "Mieloma Ti Sfido" hanno un valore aggiunto proprio perché raggiungono in modo capillare il territorio nazionale».

La campagna fa leva sulla metafora della scherma e si avvale della presenza di due “paladini” d’eccezione: Aldo Montano, medaglia d’oro nella sciabola ai Giochi Olimpici di Atene 2004, ed Elisa Di Francisca, due ori nel fioretto alle Olimpiadi di Londra 2012. 

Il mieloma multiplo è il secondo tumore del sangue per diffusione dopo i linfomi non-Hodgkin; colpisce prevalentemente le persone anziane – l’età mediana alla diagnosi è 70 anni – ed è caratterizzato dall’alternanza tra periodi di remissione, ottenuti grazie all’efficacia delle attuali terapie, e comparsa di recidive che hanno un impatto pesante sia sul piano fisico che su quello psicologico.

«In Italia si registrano ogni anno circa 6.000 nuove diagnosi di mieloma multiplo; in Lombardia pur in mancanza di un Registro regionale possiamo stimare circa 800 nuove diagnosi di mieloma multiplo all’anno», afferma Paolo Corradini, professore di Ematologia all’Università degli Studi di Milano, Direttore della Divisione di Ematologia, Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e Presidente SIE (Società Italiana di Ematologia). «Sta cambiando la prevalenza, vale a dire il numero di persone affette dalla patologia: mentre una volta la sopravvivenza mediana era di 3 anni, adesso nel giovane è di 8 o più anni, di conseguenza la popolazione con mieloma multiplo sta aumentando molto perché i pazienti vivono di più. Un altro cambiamento decisivo è legato all’arrivo delle nuove terapie, più mirate e meno tossiche, che hanno prolungato la durata della remissione della malattia anche prima di una ricaduta. La più importante conseguenza dei progressi terapeutici ottenuti con i nuovi farmaci è il netto miglioramento della qualità di vita dei pazienti».

Negli ultimi anni la gestione del mieloma multiplo è decisamente cambiata, non tanto relativamente al trapianto di cellule staminali autologhe, procedura ben consolidata da decenni e considerata terapia di scelta per i pazienti in età e condizioni ottimali, quanto piuttosto per la disponibilità e i risultati delle terapie che precedono e seguono il trapianto. 

«Per i pazienti che vengono sottoposti al trapianto autologo di cellule staminali ematiche, ci sono nuove opportunità come quella di arrivare al trapianto con minore quantità di malattia e questo riveste una grande importanza», spiega Luca Baldini, direttore dell’UOC di Ematologia, Direttore Scuola di specializzazione in ematologia, Dipartimento di Oncologia e Emato-oncologia dell’Università degli Studi di Milano, Fondazione IRCCS Cà Granda, Ospedale Maggiore Policlinico Milano. «Oggi disponiamo anche di terapie di mantenimento con farmaci assunti per via orale che riescono ad ottenere una ulteriore stabilizzazione dei risultati che si ottengono con l’autotrapianto di midollo osseo, prolungando così la durata della risposta a quest’ultimo. Per quei pazienti non candidabili al trapianto disponiamo di farmaci come gli immunomodulatori per via orale, che hanno modesta tossicità e risposte che si attestano attorno ai 4-5 anni. La scelta della terapia subito dopo la diagnosi è molto importante perché, nonostante oggi si disponga di molte linee terapeutiche, i risultati maggiori si ottengono nelle prime due-tre linee di trattamento».

Dopo Milano, l’installazione “I Duellanti” proseguirà il suo viaggio per toccare Napoli, Bari, Palermo, Bologna e Torino. Nelle città coinvolte il pubblico sarà invitato ad unirsi alla sfida scattando un selfie nei pressi dell’installazione e condividendolo sui propri profili social insieme all’hashtag #iotisfido.