MSD Italia è un Best Workplace for Women

Riconoscimenti

MSD Italia è un Best Workplace for Women

di redazione

È «con grande soddisfazione» che MSD Italia accoglie il riconoscimento di Best Workplace for Women 2020. Anche perché giunge dopo la certificazione di Great Place to Work, ponendosi al terzo posto della classifica tra le grandi aziende in Italia.

«La nostra visione di lavoro “al femminile” non prevede più quote rosa - spiega Nicoletta Luppi, presidente e amministratore delegato di MSD Italia - ma piuttosto il riconoscimento del valore delle persone, che devono essere messe tutte nelle condizioni di poter dare il meglio, senza dover pagare alcun prezzo in termini familiari. Troppe volte, ancora oggi, sentiamo storie di donne di valore che sono state, loro malgrado, obbligate a scegliere tra lavoro e famiglia o che non sono riuscite a sfondare il “tetto di cristallo”».

Il Leadership Team dell'azienda è composto per metà da donne, stessa proporzione che c'è tra manager e dirigenti. «Chi lavora con impegno e competenza deve poter crescere professionalmente – sostiene Luppi - a prescindere dall’età, dal sesso o da altri fattori. Sono la prima donna a essere stata nominata presidente e amministratore delegato in MSD Italia, ma sono anche una madre e una moglie. So che spesso è un gioco di equilibri che richiede fatica e impegno ed è per questo che mi adopero per incentivare una cultura aziendale attenta alla qualità della vita dei dipendenti, dentro e fuori l’ambiente di lavoro».

L’analisi condotta dal Great Place to Work Institute Italia per l’identificazione dei venti Best Workplace for Women è basata in gran parte sul giudizio che le donne hanno conferito alla loro azienda. Molteplici gli indici analizzati: il Media Trust Index delle donne in azienda, ovvero la relazione di fiducia che si instaura con il management e la qualità dei rapporti che intercorrono tra colleghi; la differenza tra la media del Trust Index delle donne e quello degli uomini; e, infine, il Parity Index, che fornisce informazioni su diversi indicatori come l’equa retribuzione, il profit sharing, l’equità delle promozioni, l’assenza di favoritismi e l’imparzialità legata al genere.